Messina porta del turismo siciliano

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La mia intenzione era quella di stimolare una coscienza critica sul turismo , la presenza di oggi ci conforta, siamo rimasti sorpresi di una partecipazione così numerosa, e ci ha fatto piacere vedere tante giovani guide turistiche” esordisce così il prof. Filippo Grasso l’esperto comunale di programmazione e sviluppo turistico del Comune che insieme all’assessore Perna ed alla Confcommercio di Messina con  la direttrice generale  Caterina Mendolia, ed il presidente di Confcommercio Messina Carmelo Picciotto, sponsorizzata anche da Turkish Airlines vettore aereo sensibile allo scalo siciliano,  ha organizzato ieri al Palacultura Antonello da Messina, per la prima volta,  un’agorà occasione d’incontro per parlare di turismo andando per un attimo oltre le criticità e guardando alle prospettive future in particolare allo strumento delle DMO,(Destination Management Organization) mirate, nelle intenzioni, a trasformare i luoghi in destinazioni.

In sala oltre agli addetti ai lavori molti cittadini incuriositi dalle possibili prospettive del comparto turistico, perché chi vive in Sicilia non può, quasi naturalmente, non intuire e pensare a quest’isola in chiave turistica, viste le sue enormi e spesso inespresse potenzialità.

Nella pluralità dei punti di vista che si sono succeduti dopo una prima fase riguardante le linee generali è stato per esempio fatto notare che è inconcepibile che, la domenica, l’arrivo di una crociera coincida con la chiusura degli esercizi commerciali o che ci sia una scarsa eticità nei confronti del turista al quale si fa pagare un caffè 5 euro, senza parlare del paradosso di un tassista che truffa uno sprovveduto  turista spagnolo portandolo invece che a Castelmola al Sacrario di Cristo Re. Altre le criticità annoverate, per provare a muoversi più consapevolmente verso le migliorie da effettuare in tempi celeri: come un porto più a misura non solo di cittadino ma anche di turista, una città che abbia un aspetto curato e turisticamente stimolante ed appetibile, una migliore e differenziata ricettività alberghiera, un turismo da destagionalizzare, il superamento del problema di gelosie e di frammentazioni del comparto.

L’assessore Perna, che ha accennato ad una serie di eventi culturali  in programmazione fino a Giugno, ha evidenziato il primato negativo di una sorta di  “pendolarismo messinese” che pur vedendo transitare un volume imponente di passeggeri non riesce a catturare la loro attenzione neanche per una granita; Domenico Siracusano del Cts Messina, dati alla mano, ha evidenziato che Messina non esiste come località turistica, non ha infatti una fisionomia turistica chiara ed immediatamente percepibile; brevemente si è anche parlato del progetto diocesano Policoro che mira a dare una risposta occupazionale concreta ai giovani, associandosi o facendo impresa,  e che vorrebbe aprirsi al turismo religioso.

Al suo arrivo il sindaco Accorinti ha fatto le sue valutazioni: “E’assurdo come l’aeroporto di Catania, vista la sua importanza, non preveda una stazione ferroviaria al suo interno, frutto di logiche scriteriate del passato; abbiamo poi  chiesto a Renzi il diritto della continuità territoriale, vi dico anche che   dall’inizio della Repubblica mai Messina aveva avuto un assessore calabrese ora forse lo stesso dovrebbero fare i reggini, la mia scelta non è stata un caso, bisogna demolire le distanze tra noi e loro ed abbassare i prezzi del trasporto,  dobbiamo guardare allo Stretto culturalmente come ad un’unica realtà”.   

Il problema del turismo che non funziona a Messina non è solo e semplicisticamente, come qualcuno ha affermato,  la cartellonistica carente, per esempio una serie di cartelli installati in città non hanno  fatto aumentare in modo significativo il numero dei visitatori dell’antiquarium di Palazzo Zanca; il primo biglietto da visita della città dev’essere un imprescindibile decoro urbano, un’accoglienza a terra gradevole e puntuale e non d’assalto, una proposta enogastronomica tipicamente di qualità ed un artigianato locale che punti sulle eccellenze: divenire insomma per il turista una cosa bella da scoprire, preferibilmente con guide competenti ed interessate anche ai percorsi insoliti, un luogo da godere in più giorni, dove nasca insomma l’interesse di pernottare prolungando la sosta e creando economia.

Cosa che difficilmente il tanto decantato turismo crocieristico potrà creare e che può soddisfare solo in parte.  

Essere ricettivi rispetto alla presenza della virtualità dentro il turismo in senso lato, alle mode del momento in termini di proposte museali, non può poi  e non deve sicuramente renderci poco attenti alla difesa e salvaguardia del nostro straordinario patrimonio tangibile, Messina nello specifico dev’essere percepita da cittadino e visitatore come nucleo storico-artistico con una sua ricchezza e peculiarità.

Rispetto ad una provincia che conta su un territorio vario e vastissimo di 108 comuni che ha dei punti trainanti come Taormina e le isole Eolie, Messina gioca infatti un po’ il ruolo di Cenerentola mentre con una linea di sinergia condivisa potrebbe assumere l’importanza di una porta non solo naturale ma credibile ed appetibile del Turismo siciliano.

Bisognerebbe attuare insomma una linea di intervento che, pur nell’ottica di un rinnovamento del modo di fare turismo, andasse oltre i macrosistemi ed i facili inglesismi per mantenersi fortemente dentro il genius loci e le esigenze di ogni singola area coinvolta. Dovendo fare un bilancio di luci ed ombre sull’incontro il prof. Grasso ha detto che, pur consapevole del  difetto  di questa città consistente in un atteggiamento solitamente ipercritico nei confronti delle proposte turistiche,non ha visto ombre lunghe, e si è mostrato colpito della sensibilità mostrata dall’assessore Cleo Li Calzi verso il turismo accessibile, tradottasi con l’inserimento nel concorso per l’abilitazione di guida turistica delle aspiranti guide in Lis, imprescindibile tassello di un turismo che vuole e deve farsi etico e pienamente accessibile; in sua rappresentanza l’ing. Maurizio Ruggeri dirigente Esterno all’amministrazione Regionale con l’incarico di Capo di Gabinetto Vicario.

 “Quello di oggi è un momento interlocutorio, il primo di una serie di incontri programmatici” come ci conferma Grasso “ che si pongono degli obiettivi  ben precisi: stimolare una coscienza critica e realizzare un’attività programmatica e di coordinamento strategico grazie al confronto all’interno di tavoli tematici che mettano insieme le esigenze ed i bisogni degli operatori del settore ma anche dei commercianti; chiaramente guardiamo con molto interesse all’Expò ed alla Bit”.

Giuseppe Finocchio

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33 anni, fiero di essere nato in uno dei luoghi più belli al mondo, laurea in Conservazione dei Beni Culturali ind. Archeologico conseguita nel 2005 a Viterbo con il massimo dei voti, formazione affinata poi con tanti altri successivi step. “Ho sempre confidato nella gentilezza degli sconosciuti” dice molto di me questa frase tratta da un tram che si chiama desiderio, un’apertura verso l’altro e verso il mondo che porta con sé bellissime occasioni di conoscenza e qualche immancabile delusione; mi specchio spesso nel mio gatto: riservato, deciso, indipendente, sofisticato, con una certa passionalità primigenia. Scrivere è per me una linfa vitale, una valvola di sfogo spontanea, una esigenza comunicativa profonda. Lunatico, sognatore, divoratore di libri ma con i piedi ancorati alla realtà, l’archeologia e l’arte sono per formazione e per passione due mie compagne di viaggio, viaggiare è per me il motore di scoperta della realtà più accattivante. Versificare invernale edizione il Gabbiano ed il Mare Vetrato, edizione Pungitopo, sono due mie piccole sillogi poetiche che condensano in versi il mio vissuto ed il mio sentire.

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