NOLI ME TANGERE: L’ULTIMA TELA DI CAMILLERI

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Parole che trascinano in una Sicilia ricca di colori, parole in grado di travolgere i cinque sensi, l’olfatto con il profumo del mare (o della notte come celebra l’omonimo libro), la vista con gli splendidi paesaggi di cui solo la natura è padrona, il gusto con sapori di cibi meridionali realizzati ad arte da mani di esperte “cammarere”. L’udito con il rumore delle onde che cullano le notti di insonni di uomini intenti a godersi lo spettacolo del mare. Il tatto con accarezzati dalle onde del mare alle prime ore dell’alba e piedi nudi sulla “rena”, granelli di sabbia compagni di lunghe passeggiate a ripa di mare.

Tutto questo è Andrea Camilleri. Dal 19 gennaio nelle librerie con il suo nuovo “Noli me tangere” , edito da Mondadori per la collana “Scrittori Italiani e Stranieri”. Protagonista una donna, Laura. Una donna capace di concedersi emozioni intense con altri uomini, quando lo desidera, senza farsi travolgere dal minimo senso di colpa. Una delle tante donne di Camilleri, presenza quasi costante in romanzi che fanno vivere personaggi tanto da farli saltar fuori dalle pagine. Irrompere e perché no, sconvolgere. Donne che rubano la scena, di incontenibile bellezza meridionale e dai caratteri forti e irascibili. Donne in grado di ammaliare non solo i personaggi offuscandone i sensi, ma anche i lettori. Camilleri ancora una volta dimostrerà la sua abilità artistica scrutando nell’animo di questo personaggio, svelandone ombre e tormenti. Un personaggio che non vuole essere etichettato e definito in modo frettoloso, ma svelato e capito in ogni suo gesto ed ogni sua emozione. L’autore abilmente riporterà alla luce i tormenti e i colori autentici di uno spirito fiammeggiante, come specificato nella stessa introduzione del libro. In “Noli Me Tangere” Andrea Camilleri per indagare all’interno della personalità della protagonista, si affiancherà ancora una volta all’arte, dal Beato Angelico e Tiziano fino ai versi di Dino Campana e a Cocktail Party di T.S. Eliot. E ancora una volta rivelerà le sue grandi doti di scrutatore e interprete dell’animo umano.

E non manca di certo lei, Vigata. Anche lei, come una donna, attrice e palcoscenico insieme. Il palcoscenico di un Camilleri ‘tragediografo’, che descrive, compone e fa vivere le sue storie. Definito molto spesso “il centro più inventato della Sicilia più tipica”, Vigata ammalia con la sua bellezza contornata da un mare sempre desideroso di attenzione. Vigata esiste anche se non esiste. E’ entrata a far parte dell’immaginario collettivo. Vigata è il Sud, con le sue stradine intersecate dove i bambini giocano da soli, le donne comunicano dalle finestre, e le anziane sull’uscio della porta sono intente a raccontarsi e raccontare. Vigata è la bellezza del Sud, dove la bella stagione e il mare fanno da protagonisti anche in pieno inverno.

Andrea Camilleri, classe 1925. Con ogni suo libro sembra voler creare un quadro nella cui tela sono vivacemente inseriti sentimenti ed emozioni di personaggi eclettici. Camilleri, il più grande pittore dell’anima meridionale. Anime che “cangiano” umore in base alla giornata, impetuose come i giorni di pioggia e felici come il sole padrone del cielo. Cantore di notti che cambiano odore in base all’ora, di cani di terracotta guardiani di innamorati in attesa di un risveglio, di vampe d’agosto in grado di allucinare le menti come “foco diavolisco”, di ladri onesti e di uomini che andavano appresso ai funerali. Camilleri possiede l’arte di far prigioniero il lettore. Lo trascina nel cuore profondo del Sud. Narratore di piccole grandi storie che attraggono attraverso un linguaggio ecclettico. Parole che racchiudono tanto dentro di sé. Parole che tutto e niente fanno comprendere. Perché Camilleri è tutto e niente che vuole fare comprendere. Con un linguaggio che vuole essere compreso, un linguaggio che si fa comprendere. Quello dell’anziano meridionale, che impegna e incanta i ‘picciriddri’ con le sue storie.

Camilleri è intento in un’impresa ardua, dalla quale esce trionfante: tramutare in versi la Sicilia , e con essa tutto il Sud. Egli definisce spesso i suoi personaggi come “sospesi nel tempo, in una realtà estranea alla quale cerco di ancorarmi solidamente”. Camilleri canta il Sud con estrema autenticità. Lo prende nella sua quotidianità senza artifici o macchinazioni. Lo ritrae nelle sue mille sfaccettature. Un Sud che così è, e che così vuole essere raccontato.

Quello di Camilleri molto spesso è stato definito un “romanzo poliziesco”, ma non è un semplice giallo. E’un vero e proprio romanzo in grado di intersecare fatti su fatti, personaggi su personaggi. Fatti che coinvolgono e seducono il lettore che ne rimane incastrato come nella tela di un ragno .

Maria Cristina Palumbo

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Nata nel 1987 a Messina, città verso la quale il senso di appartenenza e ammirazione è tale, da poter credere nel cambiamento. Laureata in Lettere moderne con una tesi in Letterature comparate su “Erzsébeth Bathory – La contessa sanguinaria come icona POP”.  Specializzata in metodi e linguaggi del giornalismo con una tesi in Etica dei media dal titolo “MADRE DEL DIVERSO – Pratica del materno e omosessualità”. Testarda come pochi, presuntuosa come troppi. Desiderosa di cambiare le cose, consapevole del fatto che, per farlo, il primo passo sia migliorare se stessi. Appassionata di De André, letteratura, arte, fotografia, vino rosso e tacchi alti … ma il momento in cui sento veramente i brividi sotto la pelle, è quando sono di fronte a un foglio bianco. 

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