Non è colpa di Sfera Ebbasta ma delle case discografiche

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La tragedia di Corinaldo, in provincia di Ancona, dove sono morti 6 tra ragazze e ragazzi durante il concerto di Sfera Ebbasta, ha colpito tutti e la tristezza, il lutto la rabbia (giusta) generale ha scatenato subito mille polemiche, e messo nel calderone il giovane trapper.

La trap è un sottogenere del rap dai ritmi sincopati, lenti, da testi cupi e minacciosi che parlano spesso di criminalità, disagio, droga, violenza e che con queste tematiche ha fatto la sua origine negli Stati Uniti. Da un po’ di tempo ormai social e talk show televisivi sono diventati il ricettacolo degli odi e delle rabbie popolari che vengono incanalate verso questo o quel nemico mediatico per fare audience e per fornire una valvola di sfogo a cittadini sempre più frustrati e arrabbiati che altrimenti potrebbero volgere quella rabbia per cambiare il mondo e il sistema in cui vivono in senso positivo.

Visto quello che ho appena detto, riteniamo che sia giusto davvero prendersela con quel ragazzo che quella maledetta sera era sul palco in quella maledetta discoteca? Non è forse l’ennesimo specchietto per le allodole che viene costruito per farcela prendere con la persona sbagliata invece che modificare il mondo in cui viviamo? Innanzitutto va fatta una precisazione, mi stupisce che il Ministro dell’Interno dica di voler ristabilire la sicurezza con leggi più stringenti, quando proprio la Lega nella sua campagna martellante contro la presunta invasione di stupratori neri ha regalato a chiunque spray al peperoncino come quelli usati per combinare la catastrofe che ha portato alla morte dei giovani fans del trapper. Evidentemente sfugge che lo spray è un arma e non può essere venduta ai bambini e comunque non a tutti … servirebbe un porto d’armi specifico.

Soprattutto è responsabilità di chi ha gestito quel concerto, della società che se n’è occupata e che se la legge la riterrà responsabile dovrà pagarne le conseguenze penali, di più se come si legge c’era in quella discoteca molta più gente del limite consentito.

Non mi fa tanta simpatia Sfera Ebbasta, anzi lo trovo arrogante.

Trovo anzi che i suoi testi siano abbastanza pericolosi, per molti motivi. Innanzitutto perché rappresentano un modello di un giovane essere umano ridotto ad una bestia. Prendiamo ad esempio la canzone “Hey Tipa!” oltre ad essere un testo abbastanza volgare e di scarso valore artistico, con pochi contenuti, è una canzone esplicitamente sessista : vi appaiono frasi rivolte a un’altra ragazza come “Hey troia! vieni in camera con la tua amica porca” e “che simpaticone! vogliono un cazzo che non ride, sono scorcia-troie, siete facili, vi finisco subito” o altre canzoni come Ricchi per Sempre ed Happy Birthday inneggiano al lusso sfrenato di una vita in cui l’unico interesse sono i soldi, le donne, gli yacht, le macchine. Creano nel personaggio Sfera Ebbasta il modello di un giovane uomo immerso in un edonismo capitalista che ha come punti di riferimento nella vita i soli aspetti materiali ed il guadagno e non dubito che parte di ciò possa esserci anche nella realtà e nella mentalità di questo ragazzo

Tuttavia non penso che bisogna puntare il dito contro lui. In fondo è probabilmente vittima del peggior capitalismo materialista e di un sistema disumano, che lo spinge a vendersi per vendere e a cantare di sesso, soldi, successo e donne perché fa “cool” quindi ci si guadagna.

C’è un rischio insito nei messaggi che Sfera Ebbasta passa nelle sue canzoni. Il rischio dell’emulazione, il rischio che giovani quattordicenni e quindicenni possano immedesimarsi nel personaggio del trapper e non saper scindere tra realtà umana e finzione di scena…che insomma vogliano tutti diventare dei gangsta, desiderare soltanto soldi, successo e donne e non valori come gli affetti, l’amore, il benessere psicofisico, l’altruismo. Il rischio è di creare giovani zombie, morti viventi che pensano soltanto alla materialità della vita, anche se chiaramente non tutti lo diventeranno per fortuna perché se l’educazione dei genitori è presente, questa è sicuramente un buon argine perché il ragazzo possa saper distinguere tra realtà e finzione.

Ma chi è che lo spinge a vendere questa roba, a farsi merce, personaggio, fenomeno da baraccone? Chi è che promuove la sua musica nei club e nelle radio perché “spacca” e vende? Gli agenti, le case discografiche, chi lancia questi ragazzi nel carrozzone della musica e dello spettacolo e li pompa, chi propina ai giovani nelle radio musica scadente come quella di questo ragazzo. Case discografiche che sono essenzialmente la rovina della musica, perché la degradano per motivi di puro interesse economico, non incentivando la vera arte ma roba spicciola che non può essere accostata ai grandi della musica.

Anche altri testi di grandi rock band inneggiavano alla violenza o a Satana in alcuni casi, ma quantomeno si ascoltavano per il valore musicale che quel rock aveva.

Questi testi sono sia brutti e senz’arte, che diseducativi. Ma le case discografiche che commercializzano la musica oggi sono causa del degrado musicale cui oggi assistiamo in ogni campo, non solo nel trap. E se potessimo sognare un mondo senza capitalisti della musica?

Una musica libera dagli schemi del commercio e della vendita?

Non ho soluzioni, ma mi limito a dare degli spunti, a immaginare un mondo in cui ci si possa liberare da speculatori dell’arte e dove gli artisti possono gestirsi da soli, e dove il criterio che porta al successo un brano è solo il reale valore artistico.

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