Non posso mettere la tenda nel bilancio comunale

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Così Luca Eller, Assessore al Bilancio del Comune di Messina, risponde alle critiche avanzate da CMdB (Cambiamo Messina dal Basso), il movimento che ha portato alla sindacatura della città Renato Accorinti. E chi si aspettava una risposta asettica, oggi si trova spiazzato per quel riferimento alla tenda che sottende un certo modo di vedere le cose, di fare politica, di vivere la società.

 “Nel movimento c’è ingenuità, c’è un candore che è pure apprezzabile come ideale, ma io non posso mettere in Bilancio le tende”.

 Come si ricorderà la mattina del 31 agosto 2015, i vigili urbani intervennero presso l’aiuola antistante l’Università centrale di Messina al fine di rimuovere una tenda installata da alcuni attivisti. A prescindere dalle conseguenze penali per gli attivisti, la città allora si divise tra la libertà di mettere una tenda e le regole del decoro urbano che mal sopportano le tende e quant’altro. Come a voler dire che anche il Bilancio del Comune di Messina ha le sue regole.

 

Ma non basta, e all’accusa di fare politica, di essere a favore del Ponte sullo Stretto, di avere le sue idee sulla Buona Scuola, sulle trivelle, sul referendum costituzionale, sulla privatizzazione dei servizi pubblici e soprattutto di essere un renziano di ferro che userebbe il bilancio per fini politici, indirizzando i tagli di spesa nelle materie dove più deve incidere l’austerity, Eller risponde imputando al movimento di CMdB “una relazione d’amore con il Sindaco”, una certa politica da figli dei fiori, una politica che non tiene conto che il “il destino è nelle mani di chi è protagonista da anni.”

 

Però, l’accusa che brucia di più è quella che lo vedrebbe pilotare il bilancio (il triennale 2016/2018), indirizzando i tagli di spesa e indicando le materie dove più far pesare l’austerity. E la risposta, in questo caso, rileva tutta l’amarezza di chi si sente nel giusto, di chi pur lontano dalla famiglia, che richiama in continuazione, e pur nella totale solitudine della carica assessoriale, continua a fare il suo dovere.

 

“Il bilancio in questo momento è a disposizione di tutta la Giunta e degli Assessori, perché devono fare quello che è stato deciso con i Sindacati.  Non ce l’ho io. Gli ho mandato tutte le indicazioni possibili, qual è la spesa fissa, quale quella variabile, quale la spesa mutuabile e le varie combinazioni possibili della spesa corrente. Quindi, le scelte di politica economica non saranno mie. Non sarò io a stabilire cosa si può spendere e per che cosa. Da giovedì 8 Ottobre 2016 li ho messi in grado di decidere e quindi non capisco questa critica da cosa nasce.”

 

Perché ha detto che vi è una relazione d’amore con il Sindaco?

 

Vi è una relazione con il sindaco perché sono i suoi sostenitori. I movimenti sono una bella cosa, solo che da noi sono all’interno (di una struttura) di quello che una volta si chiamava l’Ulivo ai tempi di Prodi. Quindi, se in Giunta io ne metto 2 su 10 (che rappresentano il movimento –l’Assessore Daniele Ialacqua e l’Assessore Sebastiano Pino) si discute, si dibatte, ma poi si arriva ad una sintesi. Se, invece, qui a Messina diventano preponderanti rischiamo, come dire, di sovraccaricare i temi e questo perché di fondo c’è una speculazione. Ma con tutto questo io sono qui per servizio e tutto questo fa parte della dialettica politica, si pensi ad es. a SEL.

 

Da notare come l’Assessore Eller consideri in Giunta anche il Direttore Generale e Segretario del Comune di Messina Antonino Le Donne (8 assessori, il Sindaco e il Segretario) che nella sua doppia veste è uno degli artefici delle decisioni di spesa. Anzi, per alcuni Dirigenti è proprio lui che farebbe il brutto e il cattivo tempo in tema di divisione delle poche risorse.    

 

 Avendo messo gli Assessori in grado di scegliere, perché i sindacati sono in agitazione per i lavoratori dei servizi sociali?

E’ perché c’è un problema delle spese sul sociale, è tutto nel verbale, che cozza con le ore lavorative che si possono garantire nei bandi di gara e per riflesso sulla vita quotidiana delle fasce deboli. Mi hanno chiesto di recuperare quei soldi che mancano e attualmente c’è in atto una rivisitazione del Bilancio 16/18.

 

Avrei dovuto premettere che abbiamo intervistato l’Assessore Luca Eller nell’unico momento in cui ha lasciato le “sudate carte” (perché effettivamente lavora senza orario e pause) per mangiarsi un tramezzino al Bar e forse è solo per questo che ad un certo punto sbotta.

 

Ma cosa vogliono da me ? Ho già salvato tre volte l’Amministrazione. Eravamo commissariati nel consuntivo ed è andato via, preventivo è andato via, Piano di Riequilibrio via. Li ho salvati tre volte, più corretto e lineare di me, guardate… detto questo, possiamo risolvere con l’assestamento di fine Novembre quindi hanno ancora 15 giorni per provvedere.  

Il destino è nelle mani di chi è protagonista da anni non nelle mie che sono qui da pochi mesi. Gliel’ho rimesso (a disposizione il destino/bilancio) pulendolo, rendendolo più chiaro. E’ un lavoro, il mio, d’aiuto e chi non ha competenza non è consapevole di questo. E’ come quando uno va dal medico e gli dice: Ah! mi hai tagliato. Senza sapere che lo sta tagliando per capire qual è la malattia.

 Se le tende non possono essere messe in bilancio, allora cosa mette?

 Accertamenti, stanziamenti, cose concrete.

@PG 

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