Occhi aperti nella notte della democrazia

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La notte. Nemmeno i nostri lampioni,le nostre città incandescenti sono riuscite ad eliminarla dalle nostre vite. E di notte i ritmi sono diversi, si sa! Anche il respiro è diverso. La notte è un sogno, o un incubo. Chiunque durante la crescita ha un rapporto traumatico con la notte. La paura della notte è la paura dell’ignoto. Quella paura che ci blocca sull’uscio di casa, che ci fa accendere tutte le luci dell’appartamento, che ci fa correre verso l’automobile inseguiti dal buio. La notte stai più attento a guardarti in giro, sei più sospettoso in genere. Ma diciamoci la verità, ormai la notte non fa più paura a nessuno! È una barzelletta la notte, con i suoi scricchiolii e le sue suggestioni! Non può più fare paura la notte, non può fare paura all’uomo moderno, nelle sue certezze, nelle sue leggi, nella sua civiltà, nella sua democrazia. Può, deve essere gridato a gran voce, “L’UOMO CONTEMPORANEO HA SCONFITTO LA NOTTE!” La notte si nasconde quando lo vede, fugge. La notte, alla fine, non esiste più! e l’uomo può dirlo: “HO UCCISO LA NOTTE! LA NOTTE È MORTA!” Morta ammazzata, precisamente. Certezze inaffondabili dominano la vita dell’uomo contemporaneo. Niente può scalfire l’elmo di pietra dell’italiano di oggi, uomo sicuro che vive la sua vita da vincente, nell’ottimismo che ci hanno insegnato ad amare, e che ama, nel modo in cui gli hanno insegnato ad amare, e odia chi deve odiare, e parla con chi deve parlare, e tace con chi deve tacere. L’italiano non si vergogna di mostrare i propri sentimenti. Urla l’amore e ama urlare. Un uomo proiettato nel futuro, dinamico e concreto. Concretizza tutto, anche l’amore, e gli da un volto, un nome, un ruolo di governo. Si fida, perché insieme, lui e il suo amore, hanno sconfitto la notte, hanno dato luce e certezze, ottimismo allegria e voglia di fare. Oltre l’invidia della gente lui è padrone di se stesso, e vive per se stesso, e segue il suo amore senza titubanze, perché ama l’amore, e l’amore ama lui, oltre l’invidia della gente. Sono persone concrete, non hanno dubbi, e non ne vogliono. Non fanno domande inutili, danno risposte! Danno risposte a domande inutili? No, danno risposte senza domande. Le domande sono dubbi, e l’uomo del fare non può permettersi dubbi, incertezze. E non può permettere che qualcuno arresti la sua corsa al fare con inutili domande. Lui sa la verità, la vede, è tangibile, e ama la verità perché la verità è certa! La verità non ha opinioni, perché è vera solo lei. La verità è amore, e l’amore vero gli appartiene. Lo coltiva da sempre sull’invidia e sull’odio di chi non può amare, non ne è capace, di chi vorrebbe la notte di nuovo in circolazione. Vive la sua giornata frenetica e intensa, vive il suo lavoro, la sua famiglia, i suoi hobbies, con la sicurezza di chi è sicuro di essere sicuro di essere la certezza che egli stesso ama! E torna a casa la sera, esausto dall’amore che ha dato, ma felice. È ora di dormire adesso, lui lo sa. Mette la benda sugli occhi, per ripararsi dal sole che non lascia più spazio alla detestata notte ormai da tempo, e dorme. Dorme tranquillo, gli occhi chiusi. Chiusi come il giorno, schiacciati dal sole delle certezze ed incapaci di vedere oltre quel sole. Un lampo nei suoi pensieri, e scatta sul letto. Adesso ha capito che la luce può essere più oscura del buio stesso, e che la notte esiste solo quando dormi.

Giovedì 25 marzo 2010 l’informazione indipendente italiana ha risposto all’ennesimo sopruso perpetrato da una politica che ha dimostrato di amare la verità almeno quanto la legalità, e ha dato un segnale forte in un paese che ormai da tempo vede crollare un diritto dopo l’altro, in favore di una libertà che esula le regole della democrazia e che acceca ogni capacità critica, annullando una dialettica che si pone come fulcro del vivere civile. Raiperunanotte ha registrato più di 125mila accessi contemporanei in streaming, la messa in onda da diverse Televisioni private, la proiezione dell’evento in 200 piazze italiane e, soprattutto, la consapevolezza che qualcuno che crede possibile un’Italia diversa c’è. Ed era elettricità, che passava fra le dita di Nicola Piovani, correva sulle righe di Marco Travaglio, saltava a tempo nella taranta di Teresa De Sio e si fermava, quasi impressa per sempre, negli occhi lucidi di Michele Santoro. Era l’Italia che non si vede, quella delle donne che lavorano, di cui non si sente più parlare, senza gambe vertiginose ma con i calli alle dita. L’Italia di un Luttazzi aggressivo e volgare, tornato dall’oblio di 8 anni di esilio. L’Italia di Monicelli, nella sua lucidità da novantacinquenne. L’Italia di Mazzetti, costretto dietro un filo spinato. E l’Italia di quelli che in 5 piazze a Milano hanno vinto la pioggia, per un’Italia diversa, per una rivoluzione.

La parola fa paura, ma una svolta è molto più che auspicabile, è necessaria. “Abbiamo bisogno di una democrazia sostanziale” dice Iacona. Abbiamo bisogno di tornare ad esercitare le “nostre” libertà, che siano di tutti, non a favore di uno solo. Il diritto di informare e di informarsi è sovrano, se viene meno questo, viene meno la rivendicazione di ogni altro diritto mancato. E viene meno l’indignazione per le soverchierie subite, e di conseguenza il diritto ad un voto libero e critico. Un paese in cui non vi sia pluralità di opinioni e possibilità di espressione per tutti viola necessariamente i principi democratici. Quando parli di dittatura la gente storce il naso, come se si aspettasse ancora camicie nere e fasci littori. L’autoritarismo ha molte facce, ma è sempre la stessa cosa, persegue sempre gli stessi scopi, è un paese dove viene negata anche solo una libertà, non è un paese libero. Un pezzo d’Italia c’era, ma non basta questo. Serve più coscienza, più rivendicazioni di legalità e di rispetto della dignità umana. Serve il riscatto civile di un popolo (parola orrenda di questi tempi, mi rendo conto). Riscatto più che civile, umano! E il primo passo arriva da un’informazione libera dalla censura e dall’autocensura, da ogni servilismo e da ogni compromesso. Perché, ringrazio e cito Roberto Benigni, “Se la verità non è libera, la libertà non è vera”. Informare e coinvolgere. La speranza per scacciare la notte dagli occhi degli italiani.

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