On.Nino Germana’, candidato per vincere!

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Inizia il suo percorso da giovanissimo quando viene chiamato a ricoprire l’incarico di assessore nella giunta provinciale dell’allora Presidente Leonardi. Da lì a poco giungerà a Montecitorio, eletto deputato nazionale tra le fila del Pdl. “Una legge elettorale che non approvo mi ha portato a Roma da nominato. Ho condotto con serietà e impegno il mio mandato da parlamentare ma sentivo l’esigenza di confrontarmi con il territorio, ragione per la quale ho scelto di candidarmi nella mia Sicilia, partecipando alla competizione regionale”, commenta il deputato del Nuovo CentroDestra. L’esito della tornata dell’ottobre 2012, rivelatosi positivo per l’onorevole brolese, lo ha portato a sedere all’ARS, dove tuttora svolge il proprio ruolo. “A chi mi sconsigliava di lasciare quella che, diciamocelo, era una poltrona comoda, per tentare una sfida nuova e il cui esito era assolutamente incerto, rispondevo che era un obbligo morale, prima di tutto. Dovevo chiedere ai cittadini, agli elettori se mi reputassero o meno meritevole della loro fiducia. Ed evidentemente”, sorride senza nasconderne la soddisfazione, “hanno ritenuto lo fossi”, conclude. Promosso dall’elettorato oggi Germanà si lancia in una nuova sfida e anche questa volta, comandano le preferenze. “E’ giusto metterci la faccia, l’ho sempre detto. Io ho un nome e un cognome che corrispondono ad un percorso e ad un lavoro svolto. Non ho timore di essere giudicato dall’elettorato. La mia idea di politica è quella di servizio e io servo la comunità. Come dire che il mio datore di lavoro sono i cittadini pertanto il loro feedback è essenziale e, com’è evidente, non solo non mi ci sottraggo ma anzi, gli vado incontro di continuo”, specifica in riferimento alle esperienze elettorali che, una dietro l’altra, lo hanno visto protagonista.

Adesso la mission è “arrivare in Europa da siciliano, per continuare a parlare in nome dei siciliani, difendere i diritti dei siciliani, presentare le istanze dei siciliani, in quella sede istituzionale che troppo spesso vediamo profondamente distante dalla realtà che viviamo ogni giorno”.

La politica territoriale, che è fondamento stesso dell’azione dell’On. Nino Germanà sin dagli albori del suo percorso, costituisce uno dei leitmotiv di questa campagna elettorale, una campagna che ha un nome, anzi, un hashtag di riferimento #scegliME.

Un ME che allude certamente a Messina, città natale del deputato regionale, il quale, già nelle scorse settimane aveva espresso il desiderio di “rafforzare il ponte Palermo Bruxelles” che abbia proprio nel comune dello Stretto, il suo pilastro fondamentale.

La mia era nata come candidatura di servizio, ma in pochissimo ho capito quanto fosse importante arrivare fino in fondo. Originariamente avevo premesso che avrei mantenuto il mio incarico all’Ars, quale che fosse stato l’esito della tornata; poi i tanti amici e sostenitori, ma anche gente che francamente non conoscevo e che si è accostata a me manifestandomi stima per l’azione svolta in questi anni, mi hanno fatto comprendere l’importanza di andare avanti e vincere per me e soprattutto per chi in me crede e chi, fino ad ora, nella mia persona ha trovato un interlocutore un venditore di pentole che crede la politica consista nel decantare fumosi e inconsistenti proclami” .

Consapevole dell’ euroscetticismo che dilaga tra i cittadini, Germanà commenta che “alcuni di coloro i quali lo alimentano lo fanno per ragioni strettamente opportunistiche. Dire che tutto va male per colpa dell’Europa è semplice. Strappare applausi e persino accaparrarsi il beneplacito degli elettori urlando ad un’Europa brutta e cattiva è oltremodo semplice. Ciò che è più complicato è ammettere, invece, che l’Italia ha enormi responsabilità; riconoscere che se molti Paesi hanno saputo cogliere le opportunità che l’Europa offre e noi no, il nodo sta qui e non in Europa”.

Economia, turismo e accoglienza: sono i punti cardine su cui si basa il programma elettorale del candidato, in assoluta continuità con il lavoro svolto sino ad oggi. “Cambia solo la sede in cui rivestirò il mio incarico e la eco che potrò dare alla voce dei siciliani, ovviamente; ma gli obiettivi sono sempre gli stessi. Le priorità le conosciamo bene.

La nostra economia si può risollevare partendo dal primario e dal turismo” , questa la convinzione dell’On.Germanà, il quale però punta il dito contro quei diktat europei che non tengono conto della “nostra tradizione di produttori, di allevatori, di cittadini di una Sicilia che ha i suoi usi da millenni. Cultura è anche il modo in cui ariamo la terra, ciò che coltiviamo, il modo in cui peschiamo o ci dedichiamo ai nostri pascoli; è assurdo che qualcun altro ci dica quali sono le misure standard a cui dobbiamo adeguare i nostri raccolti”, evidenzia.

Del resto proprio il primario è un settore che il candidato del Nuovo CentroDestra ben conosce, essendo Vicepresidente della Commissione attività produttive dell’ARS, “e una persona cresciuta nelle campagne”, precisa.

“Per non parlare poi della bellezza di quest’Isola che ha mille colori, odori, sfumature che la rendono straordinaria e diversissima a seconda delle province. Scommettere sul turismo non può che essere vincente. Scommettere su ciò che madre natura ha creato e per cui non abbiamo alcun merito; ma sarebbe una colpa bella e buona non valorizzarlo”.

Ma le problematiche che vive la regione sono molte e una tra queste si chiama “sbarchi”, quelli di uomini donne e bambini che giungono sino alle nostre coste in cerca di una speranza. “Basta chiamarla emergenza! Queste persone disperate che scappano da una realtà che non immagineremmo neanche nei nostri incubi peggiori, arrivano fino a noi con regolarità ormai. Con queste tempistiche parlare di emergenza, come se fossimo colti di sorpresa, è un nonsense.

Bisogna pianificare seriamente delle strategie per risolvere la questione accoglienza. Siamo la porta dell’Europa, siamo campioni d’accoglienza e dobbiamo e vogliamo continuare così ma ci servono strumenti e risorse. Ci serve aiuto dall’Europa. Non accettiamo che nessuno si giri dall’altra parte lasciandoci soli a fronteggiare la situazione. Dobbiamo creare le condizioni di un’accoglienza che sia dignitosa, che sia rispettosa di queste persone ma che non leda o faccia sentire messi da parte i cittadini con i loro diritti. L’Europa ha l’obbligo di sostenerci e se qualcuno si opporrà, allora sì che, in barba all’etichetta, faremo la voce grossa”, conclude “chi mi conosce sa che non mi sono mai tirato indietro e laddove necessario ho sbattuto i pugni con forza sul tavolo. Prima i cittadini poi il resto e se le istituzioni non tutelano i cittadini non sono degne di alcun riguardo”.

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