Panarea, Sorrentino e la grande bruttezza

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L’immagine di Panarea che più colpisce quest’anno è quella del regista della grande bellezza  Paolo Sorrentino “paparazzato” sulla più piccola isola dell’arcipelago accanto a un sacco di immondizia abbandonato  a terra. Lo scatto è di fine luglio ma presto quello che poteva sembrare un piccolo segno di incuria si è trasformata  in un’emergenza vera e propria.  Le immagini delle piramidi di rifiuti che si creano giornalmente sono la  lampante testimonianza di ciò. Intanto non mancano le vibranti proteste di residenti, ristoratori e albergatori che gridano allo scandalo perché quella dei rifiuti  è un questione spinosa che si presenta ogni anno.  Tuttavia  quest’anno a peggiorare la situazione c’è la mancanza della nave giornaliera che approda per lo “smaltimento” un giorno sì e un giorno no. “La spazzatura noi la paghiamo ogni giorno e non un giorno sì e un giorno no – tuona Angela Tesoriero, albergatrice. L’Ato sostiene che per problemi di bilancio non può mandare questa nave tutti i i giorni, ma sarebbe opportuno che in estate si modificasse il piano di intervento, perché d’inverno è possibile tenere la spazzatura in casa, d’estate per ovvi motivi no”.  Ma ad appesantire ulteriormente  la situazione ci pensa la mancanza di organizzazione, testimoniata ad esempio  dall’arrivo’ mordi e fuggi’ della nave che nella notte  tra il sette e l’otto non ha lasciato il tempo agli operatori di far caricare i rifiuti  che nel frattempo hanno continuato ad accogliere turisti e villeggianti, offuscando il meraviglioso odore di bouganville e mandorli in fiore. “A settembre proporremo noi albergatori – continua la Tesoriero-  una soluzione per la nostra isola, perché siamo stanchi di questo immobilismo del comune. La soluzione che porteremo avanti mi è stata prospettata da un cliente campano- che di spazzatura ne capisce”.  Intanto non sono pochi i locali che non avendo uno spazio dove lasciare i cumuli di rifiuti li lasciano in terreni che non sono di loro proprietà e i diportisti che  scaricano a terra  perché il camioncino che dovrebbe stazionare sul molo non c’è perché i mezzi sono troppo insufficienti.  Altro nodo  è quello sulla raccolta differenziata, promossa  in pompa magna dall’ex ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo  e  dall’ex sindaco Mariano Bruno che è non mai partita, come conferma  il direttore della Ecoseip ed ex assessore Mimmo Fonti: “La situazione di Panarea non è legata a questa situazione contingente ma è un problema che va a monte.  Non c’è un’area in cui  collocare questi cumuli di immondizia  e ancora oggi  non è stata individuata perché esistono dei vincoli urbanistici e paesaggistici. Per questo si crea questo carico di spazzatura anche indifferenziato . Gli altri anni avevamo la possibilità di mandare due navi perché la Regione concedeva più risorse. Con una sola nave non è possibile andare ogni giorno sull’isola. Però va sottolineata la resistenza di taluni commercianti che non si tengono i rifiuti un giorno dentro.  Quello della differenziata è stato un annuncio a cui non sono seguiti i fatti perché se non c’è l’area non si può fare nulla. Le amministrazioni non sono state in grado di intervenire e allora proprio non c’era la struttura per far partire il progetto. E’ come se uno volesse percorrere Milazzo-Messina senza strada”. Sulla spesa dei soldi e su eventuali sprechi però il dottor Fonti è cauto: “Non credo che ci siano stati sprechi di denaro. Allora è stato comprata dell’attrezzatura che comunque è usata dagli operatori”.  E’  chiaro però che la rivoluzione della differenziata non è mai partita e nella gestione dei rifiuti annaspano sia le risposte del comune che quelle della Regione che si trincera dietro lo spauracchio della crisi non programmando un piano che salvi la piccola isola dall’emergenza rifiuti che la sta attanagliando. Non è detto però che i costi attualmente siano contenuti: “La nave ogni volta che va a Panarea costa cinquemila euro- tuona Foti- non è che ci vuole niente. Nel mese di agosto non è possibile destinare 150. 000 euro solo per Panarea. Questa situazione non è stata mai risolta perché cozzano gli interessi degli uni contro gli altri.  L’amministrazione non ha voluto la capacità, nemmeno quella precedente,  dove ero presente come assessore, di determinare un’area. Venendo a mancare questa non è possibile, in presenza di una carenza economica,  mantenere la continuità tutti i giorni”. 

I disagi,  dunque, nonostante gli sforzi disumani degli operatori, sono destinati ad aumentare e probabilmente anche la puzza. Ma qualche domanda è doveroso porla all’amministrazione: In tempi di spending review non è assurdo far pagare ai contribuenti un viaggio straordinario per la raccolta?  e ancora  Non è vergognoso presentare ai turisti un’ isola piena di rifiuti? e infine: Siamo certi che in fondo l’emergenza non serva? L’unica cosa sicura in attesa è che se Giuseppe Parini potesse venire sull’isola eoliana con una macchina del tempo  potrebbe riscrivere la sua ode sulla  (in) salubrità dell’aria.  

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