Plastiche e Comunicazione Ingannevole

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Ho acquistato una bottiglietta d’acqua in cui c’era scritto sull’etichetta compostabile e biodegradabile entro 80 gg con un bel disegnino che lascia intendere che se butti la bottiglietta nell’organico questa si trasforma in una pianta ma a qualcuno questo messaggio potrebbe far capire che se butto la bottiglietta in ambiente questa diventa albero!

Ho bevuto l’acqua allora, e errato o giusto che sia, ho preso una zappa e ho fatto questo esperimento!

20 luglio 2020 – 17 ottobre 2020 – 90 giorni in terreno!

Dal 17 ottobre – 26 ottobre 2020 – 10 giorni in compostiera!

Dal 26 ottobre sino ad oggi – 26 giorni si trova sul terreno ed è ancora intatta!

Tot più 126 giorni! La bottiglietta è ancora intatta sul terreno!

ATTENZIONE – Ciò significa che, anche se c’è scritto sulla bottiglia biodegradabile e compostabile, il rifiuto non deve essere assolutamente abbandonato in ambiente o lanciato in mare o abbandonato nei boschi.

Non basta scrivere compostabile o biodegradabile perché un prodotto sia davvero green, bisogna trattarlo sempre come rifiuto!

Nel settore del packaging, i prodotti possono essere etichettati come “compostabile” e/o “biodegradabile” solo se il processo è garantito nell’arco di 3 mesi e in un impianto di compostaggio industriale. Cosa vuol dire? Significa che i prodotti che riportano la dicitura “compostabile” non si riciclano sempre in modo naturale in una discarica, o lasciandoli in ambiente, ma necessitano di un ambiente controllato. Diversamente, alcuni materiali compostabili possono impiegare molto tempo prima di degradarsi in forme naturali nell’ambiente

Ogni materiale si scompone a velocità diverse, a seconda di come è stato realizzato, prodotti come la plastica biologica, cartoni o tessuti possono impiegare anni prima scomparire. Per questo è necessario un sistema di riciclo efficace che impedisca a certi prodotti di sostare abbandonati sulla terra creando danni e inquinamento.

Qual è la differenza fra biodegradabile e compostabile?

Per essere definito biodegradabile, la direttiva dice che il prodotto biodegradabile deve decomporsi del 90 percento entro 6 mesi. Mentre, per essere definito compostabile, il prodotto deve disintegrarsi in meno di 3 mesi e non essere più visibile. La principale differenza tra i due termini sta nei tempi della degradazione.

Biodegradabile:

 materiali biodegradabili si definiscono tali quando finiscono col dissolversi negli elementi chimici che li compongono grazie all’azione di agenti biologici come batteri, piante, animali e altri componenti fisici fra i quali il sole e l’acqua, in condizioni ambientali naturali. Così facendo si trasformano in nutrienti per il terreno, diossido di carbonio, acqua e biomassa.

Quindi è la capacità di sostanze organiche e di alcuni composti sintetici, di essere decomposti dalla natura, mediante attività enzimatica di microrganismi. Sono considerati biodegradabili tutti quei materiali organici che possono essere scomposti da microrganismi naturali, in modo sicuro e rapido, per diventare acqua o gas, come il metano. Il significato di biodegradabilità risiede nella parola “bio”, parola di origine greca che significa “vita”.

La biodegradabilità è la capacità di un materiale di scomporsi in modo naturale, per tornare a donare vita al pianeta. La normativa europea UNI EN 13432:2002 prevede che un prodotto possa essere etichettato come biodegradabile solo se il 90% della decomposizione avviene entro 6 mesi.

Compostabile: Un materiale è detto compostabile quando in seguito alla sua degradazione, naturale o industriale, si trasforma in compost.

Materie organiche (come residui di giardinaggio e scarti di cucina), decomposte in condizioni particolari da macro e microrganismi, si trasformano in una sostanza simile al terriccio che viene generalmente utilizzata per la concimazione in agricoltura o per il rinvaso di fiori e piante. La sua ricchezza di elementi organici, infatti, migliora la struttura del suolo e la disponibilità di elementi nutritivi. Possiamo parlare di materiale organico compostabile quando necessita di essere trattato con il processo di compostaggio, per essere riciclato correttamente.

Il compostaggio è un procedimento di riciclaggio dei rifiuti organici che consente di facilitare la scomposizione degli elementi naturali di un materiale trasformandolo in compost. Questo processo di biodegradazione aerobica produce un materiale simile al terriccio scuro che è ricco di sostanze nutritive, utili alla coltivazione.

Dunque, un materiale compostabile, se riciclato nel modo corretto, si trasforma in un fertilizzante naturale e biologico.

Conoscere la differenza permette di trattare i diversi materiali nel modo corretto. Questa consapevolezza consente di comprendere l’impatto ambientale che un materiale può avere sulla salute del pianeta.

Link utili:

https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/rifiuti/direttive_rifiuti/contributi/Rifiuti_organici/assobioplastiche_alleow.pdf&ved=2ahUKEwi5r7vZlY7tAhXR2aQKHeeeAP4QFjAAegQIJBAC&usg=AOvVaw1eSgLDz5CnChnxD7B2G9b3

http://materbi.com/cose/biodegradabilita-e-compostabilita/

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