Messina. Risanamento, ci riprova l’On Siracusano

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RISANAMENTO LA BATTAGLIA SI SPOSTA DALLA CAMERA AL SENATO. FORZA ITALIA CHIEDE 250 MILIONI

Continua su diversi fronti la lotta per il risanamento di Messina. La deputata forzista Matilde Siracusano ha presentato un pacchetto di emendamenti al Bilancio, riproposto in Senato dalla collega di partito Urania Papatheu. La richiesta è di 250 milioni di euro.

L’onorevole Siracusano aveva già avanzato una Pdl mutuata da un Atto Camera, risalente al 1960, avente proprio ad oggetto lo sbaraccamento, con la richiesta di un contributo statale che “scongiurasse il dramma dei migliaia di messinesi costretti a vivere in alloggi fatiscenti”. In sessione di bilancio la sua proposta di legge è stata tramutata in pacchetto di emendamenti presentato lo scorso venerdì 14 dicembre al Senato, in previsione di una preannunciata riformulazione sostanziale della manovra di bilancio. Per capire quali sono le richieste e le proposte contenute nel pacchetto abbiamo raggiunto telefonicamente l’onorevole Siracusano.

Un pacchetto di emendamenti che interessa non solo il risanamento, ma quelle che definite come “le emergenze del sud con occhio particolare a Messina”. Quali sono le proposte presentate?

“Il pacchetto, che prevede due formulazioni con due coperture diverse, di cui una con fondi statali e l’altra con fondi comunitari, non si limita alla questione risanamento, ma si concentra anche su Zes e aeroporto di Messina. Per lo sbaraccamento abbiamo chiesto in sostanza lo stesso contributo che avevo previsto in proposta di legge, ovvero 250 milioni di euro. Nell’ottica di necessità di investimento sulle infrastrutture ho poi chiesto i finanziamenti per l’attuazione del progetto aeroportuale di Messina, fondamentale per realizzare la sua vocazione turistica riprendendo quello esistente di San Filippo del Mela. Un altro emendamento che avevo presentato al decreto fiscale, e riproposto adesso al Bilancio, richiede la terza Zes per la Sicilia, perché è stata fatta l’Autorità Portuale di Sistema, ma hanno dimenticato di prevedere la terza Zes da inquadrare nella zona del messinese, senza la quale l’Autorità Portuale va incontro a grossi limiti.

Un pacchetto mutuato da una sua proposta di legge sul risanamento presentata due mesi fa alla Camera. Che ne è stato di quella proposta di legge?

La proposta di legge non è stata cassata come invece è avvenuto per gli emendamenti alla Camera e dunque potrebbe ancora essere riesaminata e ricalenderizzata dopo il Bilancio. La proposta, in linea con la pdl che ci presentò De Luca che aveva rintracciato un testo della legislatura del 1960, chiedeva un contributo statale per lo sbaraccamento, quindi l’oggetto era di estrema attualità perché è esattamente la situazione che ci ritroviamo attualmente a dover gestire. In sessione di bilancio io ho tramutato questa proposta di legge in un pacchetto di emendamenti messo però da parte perché non c’era l’orientamento di investire risorse sui comuni. Adesso che la legge di bilancio è in Senato, dove verrà ridiscussa e probabilmente riformulata, la collega Papatheu ha ritenuto opportuno riproporre questo pacchetto di emendamenti “.

Un contributo che se nel 1960 girava intorno ai 10 miliardi di lire, viene stimato adesso in 250 milioni di euro. Quali sono le possibilità concrete che sia la proposta di legge che il pacchetto di emendamenti vengano approvati o quantomeno riformulati dal governo?

E’ una questione di volontà politica. Una scelta che va inquadrata nello stile della maggioranza. Io auspico che le nostre tesi vengano ascoltate. C’è un dialogo costante con l’amministrazione De Luca perché l’operazione deve essere chiaramente  una linea diretta Comune – Regione – Governo con interlocuzione costante. E’ un’impresa. Con decenni e decenni di stallo, il lavoro è tanto. Non si può pensare di lasciare sola l’amministrazione comunale, che in questi giorni ha consegnato 46 alloggi. L’intenzione di sostenere il progetto da parte della Regione è stato manifestato più volte. La battuta d’arresto è stata al governo perché non si riteneva sussistesse lo stato di emergenza.

Cosa accadrebbe in caso di ennesima bocciatura da parte del governo? Si potrebbe ricadere nell’immobilismo degli ultimi 100 anni ?

Io spero che al momento in cui la cifra che abbiamo richiesto non fosse attuabile, ci sia quantomeno una riformulazione. Si tratta della necessità di risanare una città. Sarebbe un peccato andare avanti con le sole e poche risorse che arriverebbero dalla Regione in base alla legge 10 del 1990. Non si andrebbe certo a passo spedito come si potrebbe con un intervento statale importante.

Dopo il no secco alla dichiarazione dello stato di emergenza, la strada dell’intervento statale, dunque, non è ancora stata abbandonata.

Il governo potrà cambiare idea?

E’ una questione di volontà politica. E’ una scelta che deve essere inquadrata nell’ottica della maggioranza . questa operazione deve essere chiaramente

Qual è lo Stato dell’arte in merito al risanamento?

Ieri sono stati consegnati 46 alloggi e l’intenzione di sostenere il progetto da parte della Regione è stato manifestato, anche l’assessore Regionale Falcone è sempre stato puntuale nel dare le risposte che si richiedevano. la battuta d’arresto è stata al governo perché non riteneva inquadrabile nello stato di emergenza quanto posto all’attenzione

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