Una foto al nostro Governo

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Foto del Governo Conte Bis
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Chi se lo sarebbe mai aspettato? Nell’arco di 15 giorni il Governo Italiano ha avuto un cambio di rotta considerevole (ma non netto), una mossa politica da parte del Leader leghista ha, de facto, segnato una rottura nel percorso Governativo e Parlamentare composto dalle forze Politiche elette dagli Italiani un anno e mezzo fa

Ma cosa è accaduto? In queste settimane così concitate e veloci sono avvenute tantissime cose, fatti e mosse che hanno portato alla nascita del Governo tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, e se eri in ferie e (giustamente!) non hai seguito passo passo la vicenda, facciamo il punto della situazione e vediamo di avere un quadro chiaro di quanto accaduto!

Partiamo dalla fine

Analizzare nei minimi dettagli la crisi di Agosto sarebbe davvero lungo e complesso, l’intento in questo articolo è quello di rendere chiara la situazione attuale e cosa l’abbia generata (con qualche considerazione di merito), pertanto partiamo dalla fine! Il Governo Conte Bis è presieduto da Giuseppe Conte (Premier -alias Primo Ministro- in quota 5 Stelle) e si, tranquilli, nessun Deja-Vu, è lo stesso Conte che a metà Agosto aveva dato le sue dimissioni (cosa è accaduto nel dettaglio lo vedremo in seguito), assieme a lui 20 Ministri, 10 del Movimento CinqueStelle, 9 del Partito Democratico ed 1 di Liberi e Uguali, i Ministeri son quasi tutti cambiati salvo che per il 5 Stelle Bonafede che è stato riconfermato come Ministro alla Giustizia, la nuova squadra di Governo ha giurato il 5 Settembre ed è dunque entrato pienamente in funzione, l’equilibrio nella ripartizione dei Ministeri varia di pochissimo a svantaggio del Movimento rispetto al precedente Governo con la Lega (ma i motivi di ciò son chiari). Appena nato il Governo non sono di certo mancate le critiche inerenti i neoministri, in particolare:

  • A Luigi di Maio (capo Politico del Movimento) -nominato Ministro degli esteri- per delle affermazioni fatte in passato a favore dei Gilet Gialli in Francia, per alcuni errori di storpiatura inerenti la politica orientale (ambedue in qualche modo successivamente ritrattati) e per la sua presunta scarsa conoscenza delle lingue straniere, a tal proposito si ricorda tuttavia che il Ministro è una carica di indirizzo Politico e non tecnico, la conoscenza delle lingue (a favore della rappresentatività all’estero) è dunque preferibile ma non obbligatoria
  • A Teresa Bellanova (Partito Democratico) -nominata Ministro alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali- per i suoi titoli di studio (non ha conseguito la licenza superiore), a tal proposito si fa notare come tuttavia la Bellanova sia anch’essa una carica Politica, ergo non tecnica, che tra le altre cose proviene proprio dal mondo dell’agricoltura, sin dall’età di 15 anni si batte per i diritti dei braccianti Agricoli e combatte sin dagli anni 80 la piaga del caporalato nel Sud Italia, proprio per le sue gesta presiede diverse sezioni sindacali di tutela dei lavoratori braccianti; entra in Parlamento per la prima volta nel 2006 e viene rieletta in tutte le legislature fino al 2018, è stata già inoltre Sottosegretario al Ministero del Lavoro dal 2014 al 2016 (Governo Renzi) e Viceministro allo Sviluppo Economico dal 2016 al 2018 (Governo Gentiloni)

Come è nato questo Governo

Si respirava aria di crisi già da tempo, Agosto è stato il mese dove si è raggiunto il culmine, Salvini sbotta contro Di Maio e invoca nuove elezioni, tutto ciò al rientro dalle sue ferie, in barba a Mattarella e Conte con le valigie pronte dopo un lungo anno di travagliato Governo, un Agosto che è preludio ai lavori per la Legge di Stabilità e la nomina del Commissario Europeo Italiano a fine mese (sarà poi nominato Gentiloni, ex Primo Ministro in quota Partito Democratico). Il Movimento non si tira indietro e rompe definitivamente con la Lega, la Lega stessa ha qualche critica nei confronti del loro leader ma oramai il dado è tratto, inizia ad avanzare l’ipotesi di un Governo 5 Stelle-Partito Democratico, nel frattempo il Premier Giuseppe Conte rassegna le dimissioni, perché? E’ una mossa Politica quanto tecnica

  • Politica poiché dimostra alla cittadinanza il coraggio, la coerenza ed il controllo della crisi, infatti così facendo Conte prende il controllo della crisi bloccando de facto la mozione di sfiducia Leghista svuotandone l’importanza a livello mediatico e politico ed annullandola (infatti la Lega ritirerà la mozione), inoltre riporta il baricentro del Governo sul Movimento 5 Stelle, evitando che le sorti della legislatura venissero decise dalla Lega ma dal Partito di maggioranza quale i 5 Stelle, una mossa necessaria anche alla luce della risonanza mediatica della Lega negli ultimi messi, sempre in ottica mediatica attacca astutamente Salvini creando dunque l’occasione ed il momento per un sapiente attacco Politico, condisce poi il tutto facendo trasparire il coraggio, quel coraggio e quel “il Paese prima di tutto” che è uno dei valori fondamentali del Movimento, riaccendendo la fiamma della passione e dell’orgoglio 5 Stelle;
  • E’ stata anche una mossa tecnica, poiché così facendo Conte si è “autotutelato”, mandando in sospensione il Governo prima che l’ala leghista potesse pensare a strani colpi di mano, limitando dunque il potere degli alleati divenuti definitivamente inaffidabili

Premettiamo che la formazione del nuovo Governo è assolutamente legale e legittima, il nostro è infatti un sistema Democratico Parlamentare Elettivo ove il Parlamento è immagine della volontà popolare, una legislatura dura 5 anni e durante questi 5 anni è possibile che il Governo cambi più volte a patto che vi sia sempre e comunque una maggioranza Parlamentare, ciò trova ragione nella necessità di dare stabilità al Paese e nel fatto che, comunque, gli accordi avvengono tra forze politiche elette dai cittadini che sono a loro volta ripartite in proporzione in Parlamento in base alla quantità di preferenza popolare, dunque la volontà popolare è sempre rappresentata poiché su di essa si basa il “peso” delle forze Politiche in parlamento, i vari “pesi” (in termini di Deputati e Senatori) stabiliscono chi è in grado di fare una maggioranza e chi no e dunque chi sia in grado di guidare il paese. Dunque a seguito delle formali dimissioni del Governo presentate da Conte, è intervenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ne ha preso atto ed ha avviato tutte le iniziative e le concertazioni del caso per vagliare se fosse possibile la nascita di una nuova maggioranza e ne ha, de facto, incentivato la nascita (un pò per un obbligo Costituzionale per il quale il Presidente della Repubblica può sciogliere le camere solamente qualora sia impossibile una maggioranza governativa, un pò perché si avvicinano scadenze importanti a livello economico e delle elezioni adesso avrebbero decretato l’impossibilità di farne fronte ed un pò per la situazione Politica e Sociale nazionale ed internazionale che avrebbe sofferto di una crisi governativa in questo momento)

Sono dunque iniziati i passaggi Politici di un difficile dialogo tra Movimento e PD (che sono, in termini numerici, rispettivamente il 1° ed il 2° Partito in Italia), due entità Politiche che da 9 anni si scontrano continuamente, uno scontro necessario per alimentare la ragione ed il motivo Politico dei 5 Stelle (in altre parole, dal punto di vista 5Stelle: Perché noi esistiamo? Perché siamo un alternativa al PD ndr) ma uno scontro che doveva placarsi per il bene di 55 Milioni di Italiani presenti e futuri, è stato necessario mettere da parte l’orgoglio ed iniziare un sincero dialogo Politico sia verso l’esterno con l’altra forza Politica, sia internamente ognuno con i propri iscritti, e mentre Salvini scalciava tentando mirabolanti passi indietro (arrivando ad offrire il ruolo di Premier al leader 5Stelle), Zingaretti e Di Maio avviavano l’accordo per il nuovo governo, anche Matteo Renzi (che nel 2018 era contrario ad un accordo con i 5Stelle) adesso alimenta la possibilità di questo accordo “per il bene del paese” (e per un pizzico di strategia nel far vedere adesso, dopo gli errori leghisti, quanto di meglio sappia fare il PD e recuperare consensi), ma nel corso della trattativa non sono mancati i dissidenti all’accordo come Gianluigi Paragone (che ha minacciato di abbandonare i 5Stelle, ha poi ritrattato, ma affermando che non voterà la fiducia al nuovo Governo) e Carlo Calenda (che ha abbandonato il PD a seguito dell’avvenuto accordo).

La bilancia deve pareggiare le richieste di continuità dei 5 Stelle e le richieste di discontinuità del PD, gli accordi sui punti, sui nomi e sui programmi; sono settimane travagliate, il Movimento chiede la riconferma di Conte (probabilmente una promessa, questa, già fatta a Conte ad inizio crisi al fine di garantirlo e garantire anche le sue dimissioni immediate, ndr) il PD invece chiede che venga scelto un altro nome, ma il Movimento deve assicurarsi il favore dei suoi iscritti che vedono in Conte adesso una garanzia, il PD d’altro canto deve pur rendere ragione ai propri iscritti rispetto a quello che era il rappresentante del Governo avversario fino a qualche settimana prima, si pensa dunque prima di “giocare” sul ruolo dei Vicepremier (ruolo formale di importanza più Politica che fattuale) ma in cambio di Conte Premier il PD chiede che ci sia un solo VicePremier appartenente al Partito Democratico, si scarta dunque tale ipotesi e si lavora ad un alternativa, quell’alternativa è l’attuale Governo che il 5 Settembre ha giurato. Conte Premier è “costato” al Movimento la cessione di 9 Ministeri al PD ed 1 a Liberi ed Uguali e la nomina di Gentiloni a Commissario Europeo, un buon accordo per i 5Stelle? Se lo si pensa in ottica “popolare” probabilmente si, avendo potuto confermare a Premier colui che gli Italiani hanno preso quale punto di riferimento efficace e sicuro e che dunque riconosceranno come artefice dei successi (successi di cui il PD ha bisogno e che dunque potrebbero dare manforte al Movimento in maniera indiretta), sui punti del programma invece pare sia stato confermato un accordo tra 5 Stelle e PD che incastra i punti di vista e d’azione dei due partiti, un compromesso Politico necessario per il paese tutto e che ha avuto il consenso anche dalle basi popolari dei 2 Partiti, per il Movimento ad esprimersi sono stati più di 70.000 cittadini i quali per l’80% hanno votato favorevolmente all’accordo, per il PD invece ad esprimersi è stata la direzione del Partito eletta da più di 1.000.000 di tesserati PD.

Prima di chiudere questo lungo punto sul neonato Governo appare necessario fare un breve focus su quelle che sono state le mosse dei 3 Partiti protagonisti e dei loro leader

La Lega

Perché Salvini lo ha fatto? E’ questa la domanda che molti si pongono, è stato spinto dai sondaggi? Ha avuto un momento di cecità Politica o è stato in realtà tutto adeguatamente e sapientemente calcolato? Probabilmente Salvini ha tentato di capitalizzare i sondaggi e l’appoggio della destra (Fratelli d’Italia in primis) nel momento del loro massimo storico ed ha tentato di farlo mettendo in crisi tutti poco prima che il resto del Governo andasse in vacanza e giust’appunto al rientro dalle proprie vacanze volendo dunque giocare anche sul piano psicologico, ma non ha tenuto in considerazione le regole del gioco democratico e la presenza di Politici con esperienza (ed in questo caso, visti gli anni di esperienza, tra questi non può esserci Di Maio) pronti al primo errore, non ha inoltre ben tenuto conto del clima Parlamentare ed Istituzionale non di certo a suo favore, Salvini ha infatti più e più volte attaccato i canoni e le usanze istituzionali, creandosi l’antipatia e la diffidenza di chi, per anni, ha vissuto e dedicato tutto se stesso all’essenza delle istituzioni

Il Movimento 5 Stelle

Una delle mosse più critiche del Movimento è stata la conferenza stampa di Luigi di Maio a termine dell’incontro con Conte, Di Maio ha utilizzato dei toni forti e netti ed, a ben guardare, quella mossa potrebbe in realtà essere stata necessaria al fine di confermare ai propri elettori la solidità del Movimento e garantirsi dunque la loro fiducia al nuovo Governo, potrebbe infatti essere questa una delle spiegazioni al plebiscito su Rousseau che ha visto l’80% degli elettori 5Stelle dare il proprio assenso al nuovo Governo Conte Bis con i nemici storici del PD. I 5 Stelle hanno giocato bene le loro carte, riuscendo a mantenere il controllo della situazione

Il Partito Democratico

Per il PD si è trattato di un passo sofferto, l’esperienza di Zingaretti e dei vertici PD ha permesso alla crisi ed alla trattativa di non scadere in toni eccessivi ed ha permesso ad una forte base del Partito contraria all’accordo di approvarlo, il Partito di centrosinistra ha applicato a pieno l’arte del dialogo Politico agendo in maniera cauta e strategica e facendo valere il suo essere il secondo Partito d’Italia con quasi il 20%, al fine anche di recuperare la fiducia vacillante da parte degli Italiani e dunque recuperare terreno tramite le azioni Politiche Parlamentari.

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Inizia il suo percorso da attivista all'età di 12 anni ed inizia contemporaneamente l'operato politico di rappresentanza all'interno delle aule scolastiche accompagnando la passione per il montaggio di Video e creazione di filmati. In ambito studentesco viene eletto nel 2016 VicePresidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Messina, durante lo stesso mandato viene nominato all’interno del progetto del MIUR “Partecip@rte” all’interno del quale è lui a proporre e mettere in piedi il portale “Consulti@moci, durante il medesimo mandato inoltre è membro dell'organo di Garanzia del ITIS Verona-Trento. Scrive, assieme a Costanza Pizzo, la Proposta di Regolamento Regionale sulla Scuola-Lavoro presentata in Assessorato Regionale. Fonda nel Maggio 2017 "Fare Per Cambiare -Libera Associazione Giovanile-". Dal Novembre 2017 all'Aprile 2018 è stato Responsabile del Coordinamento di UIL Giovani Messina. Diplomato in Informatica e studente alla Facoltà di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali dell’Università di Messina, dal 26 Maggio 2018 è Coordinatore Amministrativo all'interno di una ONLUS della provincia di Messina Contattami a: amangano@ilcarrettinonews.it

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