Quanto pesa una vita sulla bilancia della giustizia ?

0
431
- Pubblicità-

13 le vite umane sacrificate quotidianamente sulle strade italiane  per  un totale di 4680 l’anno. Un vero bollettino di guerra. Una guerra che costa al paese 30 miliardi l’anno. Una guerra in cui il “carnefice” resta impunito e la vittima  è  considerata solo un numero, un problema da archiviare da quella giustizia incapace di accedere alla battaglia di civiltà  prona ad utilizzare la discrezionalità affidata dalla legge per diffondere messaggi  che rinforzano i comportamenti criminali. Proprio di questo si è  discusso e dibattuto al Convegno Nazionale organizzato dall’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus, in collaborazione con Fevr, Lidu Lega Italiana dei Diritto dell’Uomo, Coordinamento italiano del non profit, Altalex Quotidiano di Informazione giuridica e Ordine degli Avvocati di Roma :“Giustizia per le vittime tra resistenze e cambiamento: procedure, reato, pena…” che si è svolto presso la  Camera dei Deputati a Roma .L’AIFVS, pur non esprimendo uno scontento generalizzato verso l’operato della giustizia, manifesta sconcerto nei confronti di sentenze che confermano il persistere della sottovalutazione del reato e del danno da crimine stradale. Ad avvalorare tale tesi e ad introdurre l’importante convegno la proiezione in anteprima europea dello spot  “Fragile Vita” dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada realizzato da Salvatore Arimatea e Francesco Lama con la collaborazione di Endemol Italia, con la partecipazione solidale dei ragazzi del Grande Fratello, tra i quali: Veronica Ciardi, George Leonard, Carmela Gualtieri ,Carmen Andolina,  Domenico Orlando presenti in sala con i membri dello staff..Prodotto dalla Nucciarte Produzioni di Francesco Lama,  lo spot  contiene un forte intento di prevenzione, espresso nel messaggio finale: ”Ha spezzato una vita, ha compiuto un crimine”. il cui contenuto è centrato sul contrasto tra la vita delicata di una ragazza ed il comportamento superficiale e privo di dignità di colui che guida e della sua compagna. L’obiettivo è di orientare l’attenzione dello spettatore sul’ inaccettabile degrado morale di certi comportamenti e sulle conseguenze Il messaggio non etichetta più il fatto come un incidente, che sa di fortuito, ma come un crimine, perché in una società civile uccidere una persona è un crimine orrendo, reso ancora più odioso dalla futilità dei motivi: una persona esce di casa per i normali impegni e non sa se vi farà ritorno, perché qualcuno sulla strada può porre fine alla sua vita con quei comportamenti criminali che trasformano un mezzo di trasporto in un’arma impropria.“Fermare la strage stradale e dare giustizia ai superstiti” è, da ormai un decennio, la missione dell’AIFVS. Un obiettivo che richiede un cambiamento culturale, etico ed organizzativo, e ripropone la necessità di uscire dalla sottovalutazione del reato e del danno, dando il giusto nome al sinistro stradale: non più incidente ma crimine. Aspetti che chiamano in causa il potere politico e giudiziario, perché la legge sia adeguata alla gravità dei fatti e venga amministrata per assicurare lo sviluppo della civiltà. Negli ultimi anni sono stati compiuti molti passi in questa direzione, sia con atti normativi che testimoniano una cresciuta attenzione al tema, come la legge 125 del 2008, sia con sentenze di magistrati che, utilizzando la normativa esistente, hanno saputo interpretare le istanze sociali di giustizia. Una forte spinta di cambiamento, tuttavia ancora ampiamente contraddetta da sentenze non adeguate alle esigenze di giustizia presenti nella società. Pertanto l’AIFVS, partendo dall’esperienza delle vittime, considera il convegno, patrocinato da:Commissione Europea – Rappresentanza per l’Italia,Presidenza del Senato, Presidenza della Camera dei Deputati, Ministero della Gioventù ,Regione Lazio e Comune di Roma , un’importante occasione di confronto per identificare i limiti presenti nelle procedure, nel reato e nella pena, per poter tracciare con i relatori proposte di legge che restituiscano alle vittime un peso nell’amministrazione della giustizia, indipendentemente dalla tutela risarcitoria Il convegno ha rappresentato l’ideale prosecuzione di quello organizzato nel 2007 sulla modifica dell’art. 111 Cost. per riconoscere i diritti e le facoltà delle vittime; ed è anche la sede per discutere della proposta – già avanzata ai politici – di prevedere una fattispecie ad hoc per la guida azzardata, temeraria o aggressiva e di equiparare alla morte lo stato di coma irreversibile. Perché  l’Italia è un paese in cui si sottovaluta il reato: le pene sono inadeguate e mai espiate; la prescrizione è usata come ordinaria scappatoia dalle maglie della giustizia; i procedimenti speciali tra cui il patteggiamento, rito abbreviato, favoriscono spudoratamente l’imputato. Gli esiti processuali sono più attenti ai problemi organizzativi e di edilizia carceraria , piuttosto che alla ricerca della verità, spesso ostacolata anche dalla frapposizione di “comodi” segreti di Stato dove si arriva  ad affermare con estrema facilità e superficialità  alle  famiglie delle vittime distrutte dal dolore con sete di giustizia : “Il morto è morto diamo aiuto al vivo”. Una  frase che descrive alla perfezione la situazione del nostro Paese che dimostra di non essere quella nazione civile che tanto si professa. Questa una delle dichiarazioni forti della presidente nazionale dell’AIFVS  la dottoressa Giuseppa Cassaniti Mastrojeni.

Diversi i contributi  di parlamentari e operatori del diritto che hanno  evidenziato  le lacune dell’attuale sistema dal punto di vista legislativo e giudiziario e formulate proposte di miglioramento durante l’importante incontro:  Edmondo Cirelli , Deputato Firmatario proposta C. 199; – Claudio Barbaro, Deputato  Firmatario proposta C. 3274;Gianmarco Cesari, Presidente Osservatorio Vittime Lidu e Avv. AIFVS;Paolo Remer, Sost. Procuratore presso il Tribunale di Rossano;Salvatore Cantaro, Sost. Procuratore Gen. presso la Corte d’Appello di Roma, candidato CSM;Guido Salvini , Giudice presso il Tribunale di Milano;Fabio Roia, Consigliere CSM;  Giacomo Caliendo , Senatore, Sottosegretario alla Giustizia (invitato);Enzo Bianco, Senatore, Commissione Affari Costituzionali del Senato; ROBERTO CENTARO, Senatore, Vicepresidente Commissione Giustizia del Senato; Angelo Maria Cicolani Senatore, Relatore ddl S.1270;Giacomo Terranova, Deputato, Commissione Trasporti della Camera;Stefano Preziosi, Professore associato di Diritto Penale presso l’Università di Bari.

- Pubblicità-

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui