Rassegna dell’Orientamento Universitario e Professionale: che confusione, sarà perché studiamo?!

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Si è svolta la XVII Rassegna per l’Orientamento Universitario e Professionale, evento che viene proposto ogni anno durante il mese di Maggio, periodo cruciale per gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori che oltre ad essere in preda all’ansia pre-esami di Stato devono pensare in maniera urgente e imminente al proprio futuro. “Quanta fretta, abbiamo solo 18 anni!”, eppure il momento di scegliere il percorso di studi più importante della vita arriva per tutti. Come proseguire? Cosa è meglio? Ha più senso seguire le proprie passioni o pensare ad un’utilità materiale? Per quanti hanno già le idee chiare sull’avvenire ce ne sono tanti altri che non hanno alcun tipo di preferenza, si sentono confusi, e probabilmente decideranno all’ultimo minuto. Si dice che le intuizioni a volte si possano rivelare geniali, ma è davvero consigliato pensarci giusto qualche settimana prima dell’inizio dei possibili test d’ammissione o dell’apertura alle iscrizioni?

La Rassegna organizzata dall’Università di Messina dovrebbe servire anche a questo, ovvero far capire allo studente smarrito quanto sia importante conoscere le offerte formative della propria città (e magari non limitarsi solo a questa), valutarle, confrontare i vari piani di studio e informarsi sull’organizzazione delle facoltà attraverso un confronto diretto con chi allestisce gli stands e ha già affrontato quella scelta. Ho detto ‘dovrebbe’ non perché mi piace usare il condizionale, ma perché non sempre due giornate, seppur intere, di orientamento, svolte una sola volta all’anno riescono nell’intento. Tra incontri, esibizioni della Brigata Aosta, spettacoli di danza e di sport, i ragazzi provenienti dalle scuole della città di Messina, della provincia e della Calabria, hanno più avuto a che fare con un clima di festa che, per carità, è anche adeguato, ma di come ci si orienta hanno capito ben poco. L’organizzazione dell’evento ha visto l’allestimento di 56 stands montati sia nel piazzale dell’ingresso principale della sede centrale dell’Università, che all’interno del cortile; tra gli espositori, oltre gli indirizzi dei corsi di laurea, anche Carabinieri, Polizia di Stato, Marina Militare, Guardia di Finanza, Esercito, Avon Cosmetics, l’Accademia di Belle Arti di Capo d’Orlando e il Conservatorio di musica “A. Corelli”. Spazio, quindi, anche a quello che è il mondo del lavoro e della formazione post-universitaria e professionale per coloro interessati a informarsi su percorsi alternativi a quelli dello studio. I seminari, che hanno visto alternarsi professori e figure dei vari indirizzi formativi, non sono mancati così come non sono mancati i convegni e le opportunità di apprendimento sulla situazione attuale della Sicilia, dell’Italia in generale e sull’importanza della mobilità in Europa.

Un via vai di gente, insegnanti, organizzatori e soprattutto ragazzi che sembrava trasmettere entusiasmo, ma sono bastate giusto un paio di ore per vedere che molti si erano già arenati da qualche parte in compagnia della brochure. Inevitabile raccogliere qualche opinione a proposito.

“L’organizzazione della Rassegna è buona, ci sono tutti gli indirizzi utili, ma forse proprio perché sono tanti ci si confonde un po’”, afferma una ragazza dell’Istituto Commerciale di Trappitello. Un gruppo di ragazzi del Liceo Scientifico Seguenza si è espresso, invece, riguardo all’utilità di queste due giornate:  “Da una parte la Rassegna dell’Orientamento può confondere le idee perché abbiamo tanti dubbi sul futuro, però dall’altra ti viene spiegato bene cosa puoi attingere dal nostro territorio per esso.”“Come diceva anche il Rettore, il giovane non deve cadere in tentazione, sbagliare la propria scelta e poi ritrovarsi a perdere uno o due anni”. Insieme auspicano ad un maggiore coinvolgimento delle scuole in questo tipo di attività: “La nostra scuola non ci ha permesso di venire qui stamattina, abbiamo dovuto decidere da soli, perciò ci vorrebbe più collaborazione tra università e scuola perché fare orientamento una sola volta all’anno è riduttivo”.

Le ragazze del liceo Emilio Ainis sono più decise nelle loro affermazioni: “Siamo venute qui per chiarirci le idee e per ottenere maggiori informazioni. Abbiamo trovato quello che cercavamo e ricevuto qualche risposta in più, perciò possiamo dire che l’organizzazione della rassegna è abbastanza positiva. Questa è un’opportunità per capire meglio quello che andremo a fare; meglio chiarire qui le idee anziché rivolgersi a persone che non ti sanno dire niente di concreto”“Secondo me a Messina oltre studiare non puoi fare altro, trovare lavoro è essenzialmente difficile. Si capisce anticipatamente che non è tutto rose e fiori come sembra. In più l’orientamento andrebbe fatto prima di tutto nelle scuole, magari a partire dal triennio per farci comprendere cosa significhi fare l’università”.

E’ andata male, invece, ad una studentessa del Liceo linguistico di Sant’Agata di Militello: “Io vorrei entrare nel campo della moda e qui non ho trovato nulla da approfondire, per questo io e la mia amica siamo venute anche per valutare dei piani alternativi. Secondo me la Rassegna non è organizzata bene perché chi non ha delle idee chiare, non se le farà mai con questo tipo di struttura”; ribatte a questo punto l’amica: “Io penso sia organizzata bene, invece, anche se non si trova davvero tutto, ed è per questo che bisogna integrare le informazioni raccolte qui con una ricerca personale”.

La Rassegna dell’Orientamento Universitario e Professionale è davvero la vetrina dell’offerta formativa e lavorativa della città di Messina, è davvero l’unico momento dell’anno in cui far incontrare scuole e università e avvicinare gli adolescenti ad un mondo molto diverso da quello che hanno sempre conosciuto, è davvero un’occasione di approfondimento e di chiarimento interiore per il 18enne confuso. Ma lascia anche uno strascico di ulteriori dubbi che poi, inevitabilmente, verranno esauriti in maniera del tutto individuale e privata. Come se non fosse servito a niente. Eppure, una ragazza quel giorno ci credeva ancora nel potenziamento di certe attività: “Secondo me si può sempre migliorare”.

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