Renato Accorinti tra “affaires de coeur” e il dissenso di sinistra.

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A tre anni dall’elezione di Renato Accorinti, possiamo già dire che sono stati tre anni di fuoco quelli passati. Tra anni che oltre a vedere due nuovi Consiglieri Comunali a Messina, sono stati caratterizzati da lacerazioni e ripensamenti, fatti di violenza verbale e fisica, crisi di coscienza, insulti e diffamazioni che hanno colpito non tanto l’istituzione Sindaco o l’Amministrazione ma proprio la persona di Renato Accorinti. Un parafulmine per tutte le stagioni, un catalizzatore di tutte le contraddizioni di una città che ancora stenta a sollevarsi. E’ la prima volta che a Messina si è tanto personificata la carica istituzionale di un sindaco che Renato Accorinti per molti è diventato la somma di tutti i mali delle città, quasi un demone d’abbattere ad ogni costo, mentre per i restanti cittadini è più vicino al martire che tutto sopporta oppure al supereroe che combatte contro l’ingiustizia, la corruzione e l’illegalità. Non vi sono grigi, tutto è bianco o nero. Frutto di questo sentimento sono le parole della Consigliera Comunale di CMdB (Cambiamo Messina dal Basso) Ivana Risitano: “quanta violenza irresponsabile si è scatenata in questi anni contro Renato Accorinti. Non lo sto volendo dipingere né come vittima né come martire…Parlo di violenza irresponsabile a proposito di tutte quelle persone…che non hanno mai osato provare ad incontrare la persona oggetto dei loro attacchi: con una visita, un’irruzione in stanza, la richiesta di un appuntamento, un appostamento sotto Palazzo Zanca, una lettera, una telefonata…”

Il terreno dello scontro privilegiato di quest’anima cittadina divisa tra guelfi e ghibellini nella città di Messina è ovviamente il suo Consiglio Comunale, un campo di battaglia che ha visto in questi tre anni consiglieri arrestati per corruzione elettorale, rinviati a giudizio per Gettonopoli, cambi di “casacca” agli ordini dei maggiorenti della città e dimissioni sofferte e patite come sono state quelle di Nina Lo Presti e Luigi Sturniolo. Un consiglio comunale ancora soggetto al controllo invadente e ingiustificato della magistratura che continua ad applicare la misura cautelare della firma obbligatoria sul foglio di presenza a quegli stessi consiglieri che già sono stati rinviati a giudizio, la presenza giornaliera della Digos (la vecchia polizia politica) che sicuramente con la sua sola presenza sbandierata durante le commissioni consiliari o durante il Consiglio Comunale mette in crisi, nel suo piccolo, il principio della separazione dei poteri, e nello specifico quello tra magistratura e politica, come voluto dalla nostra Carta Costituzionale a garanzia della Politica con la P maiuscola.

Ecco che davanti a tutto questo le dimissioni della Lo Presti e di Sturniolo hanno aperto un altro fronte di discussione e dato il via alla sostituzione con i primi dei non eletti della lista Renato Accorinti Sindaco. Maurizio Rella e Cecilia Caccamo. Diciamolo chiaro, i consiglieri dimissionari pur essendo stati eletti nella lista elettorale di Renato Sindaco in questi tre anni hanno fatto mangiare i gomiti all’amministrazione, un’opposizione a 360° gradi che non ha fatto sconti a niente e a nessuno. Tanto che lo stesso Sindaco in occasione delle loro dimissioni ebbe a dire che in tre anni d’amministrazione era impossibile che i consiglieri non avessero mai detto niente, ma proprio niente di positivo. Se questo è il dato oggettivo, non vi è dubbio che le loro dimissioni siano state viste da molti sostenitori di Accorinti come una liberazione. Una liberazione di breve durata però, perché se i sostituti dei dimissionari fossero stati sulla stessa lunghezza politica d’opposizione all’amministrazione Accorinti, si sarebbe potuto passare dalla padella alla brace.

Se a queste preoccupazioni della base accorintiana aggiungiamo che uno dei nuovi consiglieri in sostituzione è Cecilia Caccamo, l’attuale compagna del sindaco Renato Accorinti, le discussioni sul presunto conflitto d’interesse o sull’opportunità di vederla consigliera comunale hanno dovuto fare i conti con i timori di avere in consiglio una nuova Nina Lo Presti e un nuovo Luigi Sturniolo. In questo senso molte voci sono convinte che piuttosto che rischiare, il movimento di CMdB, l’associazionismo e la Giunta Accorinti abbiano preferito accollarsi il rischio di un’accusa di conflitto d’interesse o di non opportunità piuttosto che trovarsi di fronte ad altri due di una sinistra dissidente e critica come Maurizio Rella e Enrico Di Giacomo, tutto questo anche in considerazione del fatto che la Caccamo in un primo momento era intenzionata a dire no alla carica di Consiglire Comunale. Ma forse più che affidarsi alle idee e alle illazioni è meglio ascoltare i diretti interessati per vedere poi che a pensar male si fa peccato ma molto spesso non si sbaglia.

Sono più confuso che persuaso”, inizia con le parole di Maurizio Rella, il nuovo consigliere comunale entrato dopo le dimissioni dei consiglieri Lo Presti e Sturniolo, il nostro viaggio per conoscere le new entry di CMdB che oggi siedono sugli scranni del Consiglio comunale di Messina.

“Sarebbe stato meglio, continua il consigliere Rella, iniziare dall’inizio della legislatura amministrativa, con la possibilità di fare un minimo di rodaggio, conoscendo le dinamiche politiche attuali. Del resto, attualmente mi trovo impegnato nella mia attività di docente e con le scadenze degli scrutini e gli esami di stato dei mie ragazzi. Non mi è sembrato giusto abbondonarli proprio ora”.

Nell’ambito delle componenti politiche di CMdB e di quella sinistra che ha abbandonato il movimento da tempo, ha dovuto rinnegare le scelte del passato per diventare consigliere o è stato un problema per lei accettare la carica di consigliere?

“Io non credo che il movimento di CMdB abbia un’anima cattolica o l’abbia mai avuta, io sono stato nel movimento sin dall’inizio e sono stato nominato componente del direttivo per ben due volte. Sicuramente era un movimento entusiasta, numeroso e composto dalle diverse anime della città e dove l’anima della sinistra era prevalente. Oggi c’è stata una mutazione ed io sono uscito dal movimento un anno e mezzo fa.”

Rispetto alla posizione critica nei confronti dell’Amministrazione Accorinti dei consiglieri dimessi, la sua posizione qual è?

Io sono uscito dal movimento insieme a Gino e a Nina (Sturniolo e  Lo Presti) quando vi fu la discussione sul  piano di riequilibrio ed ho condiviso le critiche che hanno fatto all’amministrazione Accorinti, avanzandone anche di mie.

 Allora, perché ha accettato la carica di consigliere?

Ho accettato la carica perché ritengo che non bisogna sottrarsi al mandato elettorale e che bisogna dare il proprio contributo.

E’ una critica alle dimissioni della Lo Presti e di Sturniolo?

Ho già esternato anche a loro che, pur rispettando la loro decisone, io non mi sarei dimesso e avrei fatto il mio lavoro di consigliere comunale dall’interno sia pure in una situazione di criticità. Io, del resto, non ho capito bene le dinamiche che li hanno portati alle dimissioni.

Nei confronti dell’Amministrazione Accorinti avrà anche lei un atteggiamento d’opposizione di sinistra a prescindere e aprioristico o vi è qualche apertura?

Sono stato eletto nella lista Renato Accorinti Sindaco e mi hanno votato in questa lista, quindi ritengo di dover fare i passaggi politici necessari, appurare le posizioni del gruppo consigliare di CMdB e capire quale sia la linea…in ogni caso, non entro in maniera preconcetta ma in maniera serena e senza pregiudizi, da uomo di sinistra che vuole fare qualcosa per il meglio di questa citta. Rimane ovviamente una posizione critica pregressa (nei confronti dell’Amministrazione Accorinti) che rivendico e non ritratto. Ciò non toglie che il Consigliere Comunale ha il dovere di fare tutti i percorsi politici per rendere conto del suo operato.

Se il suo voto, su 40 dei consiglieri comunali, è fondamentale per far passare i provvedimenti economici dell’amministrazione oppure fare approvare il predisponendo aggiornamento del Piano di Riequilibrio, da lei osteggiato, cosa farà?

Personalmente mi renderò conto di volta in volta delle condizioni di partenza e voterò secondo coscienza, secondo il mio convincimento personale. Del resto ho già votato favorevolmente il bilancio previsionale 2015.

Una novità assoluta nel panorama politico cittadino è Cecilia Caccamo a cui bisogna riconoscere il coraggio della scelta pur consapevole delle critiche, francamente molto provinciali, a cui la sua vita privata avrebbe dato luogo. Come se Hillary Clinton non si sarebbe dovuta presentare alle presidenziali Usa essendo stata la First Lady di Bill e il Segretario di Stato di Obama.   

“Sono entusiasta e desiderosa di dare il mio contributo. In questi anni, dall’esterno, ho seguito tutto il percorso fatto dall’Amministrazione e dal movimento di CMdB o dell’Associazione indietro non si torna.

All’interno del movimento di CMdB lei come si posiziona? E’ più vicina alla posizione dei consiglieri dimissionari o alla posizione del movimento?

Io ho una formazione cattolica, ho fatto volontariato anche se questo non significa mettermi addosso un’etichetta. E sono più vicina alla posizione dei consiglieri di CMdB, senza dubbio. Vi è pure da parte mia un atteggiamento critico nei confronti dell’amministrazione ma in un senso costruttivo. Vaglierò di volta in volta le problematiche e tenterò di fare il meglio per la città. Sicuramente la mia posizione non coincide con gli estremismi e (di conseguenza) non coincide con quella dei consiglieri dimissionari.

Pensa di essere in una posizione di conflitto d’interesse.

Onestamente, no. Sono convinta che agirò secondo coscienza. Innanzitutto io mi sento chiamata a rispondere alla mia coscienza. Poi, in secondo luogo, al mandato che mi hanno dato i cittadini. Del resto, il ruolo di consigliere comunale difficilmente, per la sua attività concreta, può dare luogo a un conflitto d’interessi. In questo senso se l’amministrazione dovesse proporre qualcosa contraria al Bene Comune non potrei appoggiarla e con uno spirito critico andrei a parlare con l’Assessore proponente ed esprimerei il mio dissenso in consiglio comunale.

E a tutti coloro che parlano di conflitto d’interesse o d’inopportunità della sua scelta cosa risponde?

Io appartengo ad un percorso collettivo che non è Renato Accorinti. E’ il percorso di una moltitudine di persone che hanno creduto di poter fare politica in modo diverso (dal passato). Un percorso di partecipazione democratica, onesto e al servizio della collettività. Del resto, la mia vita privata riguarda un’altra sfera che non ha niente a che fare con questa esperienza. Io non sostengo Renato Accorinti Sindaco, io sostengo un’esperienza nella quale credo profondamente e che vede in campo il mio gruppo consiliare, il movimento, l’associazionismo e tutti i cittadini che vogliono dare il loro contributo.

Prima di scegliere ha parlato con Enrico Di Giacomo?

Con Enrico di Giacomo ho parlato allora, quando si è valutato se la mia entrata in consiglio potesse essere utile o meno. Devo confessare che in un primo momento avevo deciso di rifiutare il mandato di consigliere, proprio a tutela dell’esperienza e sapendo che si sarebbe sollevato un polverone sul mio rapporto con Renato Accorinti e sul presunto conflitto d’interesse. Poi, vedere l’unanimità sia da parte del movimento, dell’associazione indietro non si torna, delle consigliere di CMdB, della Giunta, tutti disposti ad appoggiarmi e ad aiutarmi, mi ha convinto. Comunque, nonostante le critiche che abbiamo messo in conto, vi è stato un memento in cui ho chiesto a tutti loro se erano disposti a mettere a rischio l’esperienza di CMdB davanti alle critiche che sapevamo sarebbero arrivate.

Per completezza abbiamo sentito Enrico Di Giacomo, noto uomo di sinistra, e gli abbiamo chiesto se è rimasto ferito dal fatto che tutto il movimento, l’associazionismo e la Giunta all’unanimità gli ha preferito la Caccamo e a quale posizione tra Nina Lo Presti, Luigi Sturniolo, Lucy Fenech e Ivana Risitano sarebbe stato più vicino se fosse diventato consigliere comunale. In altri termini come avrebbe votato i provvedimenti della Giunta.

“Con riferimento alla scelta della Caccamo, risponde Enrico Di Giacomo, sono valutazioni che appartengono alla mia sfera privata e non esterno. Per il resto non avrei assunto la posizione di nessuno di loro, ma avrei valutato atto per atto ed è chiaro che sarei potuto essere anche critico nell’ambito dell’Amministrazione Accorinti. In altri termini mi sarei comportato come Enrico Di Giacomo.

@PG

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