Scacco matto al Consiglio Comunale di Messina

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 Diciamola tutta: i consiglieri comunali, come tutte le persone, sono uomini e come uomini sono fragili e deboli.

La storia della Messina Servizi è qui a rappresentarci un’immagine poco edificante del nostro consiglio comunale. Dopo due mesi di tira e molla, finalmente ieri è stata approvata con 9 voti ( Fenech, Risitano, Caccamo, Rella, Gennaro, Cardile, Pagano, Trischitta, Abbate) su_40, la società Messina Servizi Beni Comuni a cui è affidato il compito non solo delle attività principali della Messina Ambiente (raccolta dei rifiuti ecc.) ma anche quelli che erano i compiti dell’Ato e altri ancora che fanno parte di tutto un pacchetto relativo al decoro della città.

Ma forse c’è stato un elemento di novità poco colto, e poco raccolto, dagli analisti; cioè l’influenza del processo gettonopoli sulle votazioni del Consiglio Comunale. Basta raffrontare i nomi dei 15 consiglieri per cui il Pubblico Ministero alla fine della requisitoria ha chiesto una condanna – Antonino Carreri (3 anni e 6 mesi, una multa di 1.500 euro); Santi Sorrenti (3 anni e 7 mesi, multa di 1.600 euro); Andrea Consolo (3 anni e 8 mesi, multa di 1.700 euro); Piero Adamo (4 anni, multa di 2.000 euro); Nicola Cucinotta (4 anni, multa di 2.000 euro); Carmelina David (4 anni e 1 mese, multa di 2.100 euro); Angelo Burrascano (4 anni e 3 mesi, multa di 2.300 euro); Giovanna Crifò (4 anni e sei mesi, multa di 2.600 euro); Pio Amedeo (4 anni e 7 mesi, multa di 2.800 euro); Fabrizio Sottile (4 anni e 8 mesi, multa di 2.900 euro); Carlo Abbate (4 anni e 9 mesi, multa di 3.000 euro); Paolo David (4 anni e 9 mesi, multa di 3.000 euro); Nicola Crisafi (4 anni e 10 mesi, multa di 3.100 euro, con richiesta d’assoluzione per l’episodio del 12 gennaio); Santi Zuccarello (4 anni e 11 mesi, multa di 3.200 euro); Benedetto Vaccarino (5 anni, multa 3.500 euro)- per rendersi conto che solo tre di loro (Carreri, Adamo e Zuccarello ) erano presenti in aula e tutti loro tra assenze, astensione, abbandono al momento del voto e voto contrario hanno preferito non metterci la faccia e non votare la delibera sulla Messina Servizi Bene Comune. Intimoriti, dopo le dichiarazioni dell’ex Sindaco Provvidenti, di vedere tra capo e collo un’altra tegola penale.  

Certo se vogliamo trovare giustificazioni più nobili potremmo analizzare le singole posizioni politiche dei consiglieri, posizioni politiche ben chiare, anche se ingiustificate. Per esempio, la posizione di Santalco, che avrebbe preferito avere un 40% di socio privato e il 60 % pubblico; oppure altri che avrebbero voluto fare un bando particolare soltanto con privati. Come noto, la scelta dell’Amministrazione è invece quella di una Società a totale capitale pubblico.

A prescindere di chi ha ragione o torto, non possiamo che evidenziare come ogni volta che il privato è entrato in questi grandi sistemi della spazzatura, oppure per esempio dell’acqua, i costi sono lievitati e le società non hanno poi dato questo grande risultato, infiltrate, soprattutto in Sicilia, dalla malavita e dalla mafia. Questo, però, non è la discriminante tra le posizioni all’interno del Consiglio Comunale, che hanno fatto sì che la discussione fosse portata avanti per due mesi.

L’altro elemento che ha colpito molto i Consiglieri comunali sono state le dichiarazioni dell’ex procuratore, Provvidenti, già sindaco della città, il quale, davanti ad una situazione pre-fallimentare (se non fallimentare) della Messina Ambiente, come un normale magistrato di un certo tempo (e un po’ attempato), già immaginava la bancarotta fraudolenta e quindi l’ipotesi di dover arrestare tutti; e lo ha anche dichiarato: “Fossi stato io, vi avrei arrestati tutti”, riferendosi sia al Consiglio Comunale che all’Amministrazione. Su queste parole di fuoco ha tentato di buttare un po’ d’acqua il Curatore Fallimentare nominato dal Tribunale sulla MessinaAmbiente, che proprio in una commissione consiliare, riferito alle dichiarazioni rilasciate dall’ex sindaco, precisava che forse lo stesso non era aggiornato con le nuove normative fallimentari (ed è anche vero, perché negli ultimi anni si sono avute tre, quattro, se non cinque riforme di diritto fallimentare).

Quelle dichiarazioni, come riportano i verbali delle commissioni consiliari, sono comunque bastate perché nelle discussioni tra i Consiglieri le parole dell’ex sindaco fossero usate come mezzo o come grimaldello per dire: “Ma io perché dovrei andare a votare una situazione non chiara in cui ci potrebbero essere responsabilità anche a livello penale?”

Su queste posizioni diciamo di base, ve n’era un’altra sottostante e già anticipata prima , quella riferita al processo Gettonopoli; poiché la legge Severino prevede in modo specifico che i Consiglieri Comunali condannati, anche in primo grado, siano comunque sospesi e non contino più come voto legale in Consiglio; dovrebbero, quindi, quantomeno essere sostituiti. Se questo è vero, immagino che un normale Consigliere Comunale che già si trova davanti un processo penale per Gettonopoli, convinto (perché molti di loro sono convinti) di essere prossimamente condannato in primo grado, stante anche le richieste pesanti della Procura nei loro confronti, legittimamente si posto il dubbio di dire: “Ma io perché devo votare un provvedimento così a rischio come ha detto Provvidenti, con la circostanza che mi posso trovare tra capo e collo un altro processo?”. Ed ecco il colpo di genio: mantengo, sia personalmente che collettivamente, il Consiglio Comunale in stand-by, in attesa della sentenza, per vedere se ne esco pulito oppure condannato in promo grado; in ogni caso, mi sottraggo alla responsabilità del voto in Consiglio Comunale, proprio perché non rischio una seconda volta.

Del resto, se dovessi essere sostituito perché condannato e a causa della Severino i tempi tecnici per la mia sostituzione sarebbero sicuramente superiori al 30 Giugno. Data ultima per approvare il contratto di servizio della nuova Società dei rifiuti di Messina.

Se questo è vero, è altrettanto vero che, dall’altra parte, la Procura della Repubblica ha sicuramente influito su questa vicenda; e vediamo come. Tutti i Consiglieri erano convinti che la sentenza di primo grado sarebbe comunque uscita nel mese di Giugno, e poiché le scadenze dei termini della delibera della Messina Servizi erano fissate al 30 di Giugno, tutti hanno fatto in modo di allungare i tempi (ben otto sedute di consiglio e oltre due mesi di discussione sullo stesso argomento); questo sia consapevolmente che inconsapevolmente, proprio per non aggravare le proprie posizioni personali. Ed ecco il colpo di genio di Palazzo Piacentini che dovendo emettere sentenza lunedì 18, massimo martedì, ha preferito rinviare tutto al 3 di Luglio e cioè, quindi, ha rinviato oltre il 30 di Giugno. Come dire ai Consiglieri: “andate a fare il vostro dovere”. Coincidenze? Sarà, ma ciò non toglie che subito dopo la prima bocciatura in consiglio le cose si sono messe a correre parecchio e a stretto giro di posta un Vicesegretario viene smentito dal Segretario, un Presidente del Consiglio Comunale la mattina si vuole rivolgere al dipartimento degli Enti Locali delle Regione Siciliana per sapere se deve riammettere la delibera bocciata e la sera stessa fissa un consiglio straordinario per la sua approvazione.

Ma forse la prova del nove di tutte queste coincidenze la troviamo nel nome dei nove consiglieri votanti: Ed infatti i soli Consiglieri che hanno votato per la Messina Servizi, sono coloro che non sono coinvolti con Gettonopoli. Tutti gli altri, ben 15, hanno preferito non metterci la faccia e neanche la firma, secondo un principio di alta economia politica per cui se devo essere sospeso perché devo assumermi ancora delle responsabilità.?

@PG

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