La quarta edizione di Scenanuda a Barcellona

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Avrà inizio il prossimo 13 novembre la quarta edizione di Scenanuda, la rassegna teatrale curata dall’Associazione Culturale “Filokalòn” in collaborazione con la Compagnia Teatrale “Santina Porcino”. Dopo tre anni al Teatro Comunale “B. Joppolo” di Patti, la rassegna si sposterà a Barcellona Pozzo di Gotto, ospitata dall’Oratorio delle Figlie di Maria Ausiliatrice di via Regina Margherita, nel loro teatro interno.

Lo scorso sabato 15 ottobre, durante la conferenza stampa, è stato presentato il cartellone da parte del direttore artistico e di alcuni attori e registi presenti in Cartellone. Gli argomenti affrontati saranno diversi e tutti particolarmente interessanti, senza tralasciare l’altissima caratura artistica degli spettacoli.

Suor Marilena Mercurio, direttrice dell’Istituto di via Regina Margherita, ha motivato l’apertura delle porte a Scenanuda e quindi a tutti coloro che vorranno partecipare agli spettacoli. “Ogni oratorio – ha dichiarato – ha bisogno di un teatro. A noi interessa aprire le porte alla città per dare un messaggio di coerenza, di giustizia e di bellezza. Accogliere Scenanuda, e quindi una rassegna esclusivamente fatta da professionisti del Teatro, è quindi un messaggio-atto di qualità. Il teatro può aiutarci in tal senso, per riappropriarci della nostra bellezza come fosse un’urgenza umanitaria unitamente alle altre urgenze. Non è una sfumatura, la coerenza deve essere un valore nel nostro contesto sociale e cittadino”.

Subito dopo, è toccato al direttore artistico della prosa, Michelangelo Maria Zanghì, spiegare innanzitutto le ragioni del trasferimento. “La rassegna in tre anni è stata giudicata molto bene dalla critica. Abbiamo deciso di spostarci a Barcellona perché non avevamo più molto da dare a Patti, avendo dato tutto e avendo superato i 170 abbonati. La nostra idea di teatro è quella di metterci costantemente alla prova. Non è solo intrattenimento. Venire qui a Barcellona, che circa quattro anni fa ha avuto un rilancio culturale e artistico non indifferente, rappresenta un grosso stimolo dinnanzi a cui è stato impossibile tirarsi indietro. Quindi siamo felicissimi di stare qui. La cosa bella del teatro è che esso si può fare in qualsiasi posto e non esclusivamente in uno spazio istituzionale come lo splendido teatro pattese”.

Zanghì ha continuato ringraziando lo staff e anche tutti coloro che – con il trasferimento della rassegna – non parteciperanno più in modo attivo, almeno per quest’anno. “Ci sono persone nuove – ha affermato – però il vecchio staff è stato davvero fondamentale. Prima fra tutti Chiara Pollicita, direttrice artistica della sezione musica e fondatrice della rassegna e Franco Zanghì che ha curato la parte tecnica (quest’anno curata da Nino Zuccaro)”. I ringraziamenti sono stati rivolti anche a Nino Ferraro, responsabile del service audio/luci conosciuto per aver collaborato in uno spettacolo di Scimone e Sfameli, e Domenico Genovese, che dallo scorso anno si occupa delle fotografie di scena.

In conferenza stampa presenti anche Gianluca Manca, Antonio Alveario, Paride Acacia e Gabriella Cacìa.

Il direttore artistico, prima di dare a loro la parola, ha presentato brevemente i sette spettacoli. In Sempre tua si affronterà il tema della violenza sulle donne. Marì è uno spettacolo di teatro danza, curato da una compagnia che ha sede a Bologna, ma accoglie artisti di tutta Italia; tra l’altro, la registra Federica Amatuccio è siciliana. Poi toccherà a GIoTTO, dove si affronterà il tema del G8 di Genova; lo spettacolo è scritto, diretto e interpretato da Giuseppe Provinzano che è un grande drammaturgo e teatrante palermitano. Seguirà Le Gattare juventine, messo in scena dalla compagnia diretta da Paride Acacia, con Gabriella Cacia e Milena Bartolone. Poi ci sarà spazio per Contrada Acquaviola n. 1, con Antonio Alveario e Simone Corso, che tratteranno la questione della raffineria di Milazzo. E, infine, Libera i nemici con Domenico Cucinotta, Renata Falcone e Maria Pia Rizzo, che affronteranno il tema del terrorismo.

Il primo intervento, tra gli ospiti, è toccato a Paride Acacia, invitato a presentare Le Gattare juventine. Il regista ha manifestato il suo entusiasmo per la collaborazione, anche quest’anno, con Scenanuda. “Ringrazio a nome di tutti Michelangelo Zanghì perché ha creduto nel nostro lavoro. E noi crediamo molto nella sua direzione artistica. Con le Gattare juventine si cerca di coniugare l’intrattenimento con un viaggio simbolico attraverso le musiche di Bruce Springsteen. Si tratta della storia di due sorelle borderline, innamorate dei gatti, della Juventus e di Bruce Springsteen appunto. È una metafora amara dell’assenza del padre presumibilmente morto nella tragedia sportiva dello stadio belga dell’Heysel (Juventus-Liverpool) del 1985, quando loro erano poco più che bambine”. Acacia ricorda ancora: “Ho tentato di fare una rielaborazione mia, visto che ho assistito a questa partita in televisione quando avevo solo 14 anni. Nel tempo ho sempre avuto l’esigenza di scrivere un testo che parlasse di questo episodio, un po’ rimosso dall’inconscio collettivo. Narra, come dicevo, di una sorella che crede che il padre sia morto, mentre l’altra è convinta che lo stesso abbia colto l’occasione per scappare, tanto che ritiene di averlo visto al concerto di Bruce Springsteen. È un intreccio tra un thriller, una cronaca sportiva e una cronaca musicale. Abbiamo tentato di coniugare un teatro di intrattenimento, servendoci della leggerezza della musica, con un impegno ben preciso rispetto alla elaborazione del lutto”.

A confermare le parole del regista Paride Acacia (conosciuto in tutto il mondo in quanto Gesù nel celebre musical Jesus Christ Superstar diretto da Massimo Romeo Piparo) anche l’attrice Gabriella Cacia. “Anch’io sono molto contenta – ha affermato l’artista – di partecipare quest’anno alla rassegna curata da Michelangelo Zanghì. Si tratta di un testo originale, quello di Gattare juventine. Lavorerò in scena insieme a Milena Bartolone. Mi piace molto il modo in cui con la leggerezza lo spettatore viene trascinato nello spettacolo. Mi piace molto il contrasto nel rapporto tra queste due sorelle. Mi piace pensare che potrebbero quasi essere la stessa persona, quasi sdoppiata. È una bella sfida”.

Antonio Alveario (Totò Riina in La mafia uccide solo d’estate di Pif) nel suo intervento, ha ribadito le parole di stima nei confronti di Scenanuda. “Sono stato invitato da Michelangelo Zanghì anche per rinnovare un rapporto che si è creato con Barcellona, anni fa, quando fui invitato al Festival dei Corti. Ho avuto modo di conoscere Maria Teresa Collica e Raffaella Campo e sono stato felice del clima che si respirava. Il rapporto è proseguito con Ninni Bruschetta. Adesso, con Scenanuda, ci sono meno condizionamenti relativi alle logiche dei grandi numeri e del mercato. Queste iniziative, infatti, a mio avviso vanno sostenute. Sono contento che a Barcellona ci siano spazi di movimento. Il testo scritto da Simone Corso ha come sfondo la Raffineria di Milazzo, in particolare il rapporto tra padre e figlio. Il primo è in pensione, mentre il figlio continua a lavorare in raffineria. A causa di un dramma familiare, questo conflitto esplode in modo insanabile: il figlio vuole andare via dalla casa dove vivono, proprio accanto alla raffineria, che probabilmente ha causato il tumore alla mamma. Il padre, dal canto suo, non vuole vedere la cruda realtà e tenta di restare ancorato alle tradizioni e alla casa del padre… Come se cercasse di rimuovere le cause di morte che aleggiano su Milazzo. Lo spettacolo, pur tra mille difficoltà, è stato ospitato anche al Festival della Resistenza in provincia di Reggio Emilia. Siamo stati anche a Torino, al Festival della Letteratura”.

Michelangelo Zanghì ha parlato di “Vinafausa. In morte di Attilio Manca”: “Gli spettacoli piccoli sono distribuiti non senza difficoltà, in ogni caso non hanno la pretesa dei grandi numeri. E questa è una delle croci-delizie della drammaturgia e del teatro d’autore. Fortunatamente, per “Vinafausa” siamo riusciti a distribuire lo spettacolo. Per noi è importante, ma lo è anche perché riusciamo – con un mezzo come il teatro, che non ha lo stesso audience come la tv o la radio – a portare in giro la vicenda di Attilio Manca. Preciso che il nostro non è un teatro sociale, non vuole dare risposte. Si parla della vicenda di Attilio Manca, ma non in senso documentaristico. Io e Simone Corso siamo stati chiari e concordi fin dall’inizio. Noi facciamo teatro, non giornalismo. Noi non intendiamo dare alcuna risposta. Anzi, il senso è quello permettere alle persone – al termine dello spettacolo – di uscire dal Teatro e di porsi un miliardo di domande. E non solo sulla vicenda di Attilio Manca, ma anche sulle questioni italiane degli ultimi 40 anni, come ad esempio sulla trattativa Stato-Mafia. Ripeto, però, che bisogna aspettarsi teatro e drammaturgia, non di certo giornalismo”.

Gianluca Manca, presente tra gli ospiti e fratello Attilio, l’urologo trovato morto nella sua abitazione a Viterbo, ha manifestato il suo sostegno a “Scenanuda”: “Io aggiungerò poco rispetto a ciò che ha detto Michelangelo, poiché ne condivido il senso. Sono contento che “Vinafausa” venga fatto a Barcellona Pozzo di Gotto, per evidenti ragioni. Suor Marilena parlava del sorriso che il teatro può elargire, ma anche il messaggio. Io penso che esso debba arrivare al cittadino e debba raggiungere la società. Credo che tutta questa rassegna teatrale aiuti in tal senso. Vinafausa non vuole essere una denuncia, ma come detto desidera porre degli interrogativi. La mia speranza è che il pubblico possa gradire Vinafausa e soprattutto che i barcellonesi possano comprendere lo sforzo di Michelangelo e degli attori di adattare una tematica così complessa nell’ambito di una rappresentazione teatrale. Ricordo che anche Raffaella Campo e Giuseppe Pollicina avevano messo in scena “Presa di coscienza” e quindi si erano occupati di Attilio. Spero che anche questa volta ci possa essere un’accoglienza, ma non solo da parte del solito pubblico”.

Il costo dell’abbonamento è davvero accessibile: 50 euro per sette spettacoli; 35 euro per gli under 30; 30 euro per i soci di “Prima” e “Arci Cohiba”, associazioni che sostengono l’iniziativa teatrale.

I titoli che andranno in scena:

13 novembre – Vinafausa in morte di Attilio Manca, Performance Art e Spettacolo teatrale di Simone Corso con Francesco Natoli, Michelangelo Maria Zanghì, Simone Corso. Regia Michelangelo Maria Zanghì.

11 dicembre – Sempre tua. Scritto, diretto e interpretato da Antonella Caldarella. Produzione La Casa di Creta.

15 gennaio – Marì. Con Francesca Lateana, Valeria Iudici, Sara D’Angelo, Simone Martino. Produzione Teatro dei Servi disobbedienti. Regia Federica Amatuccio.

22 gennaio – GIoTTO. Scritto, diretto e interpretato da Giuseppe Provinzano. Produzione Babel Crew.

19 febbraio – Le Gattare juventine. Con Gabriella Cacia, Milena Bartolone. Produzione teatrale Vaudeville. Regia Paride Acacia.

12 marzo – Contrada Acquaviola n.1. Con Antonio Alveario, Simone Corso. Produzione Il Castello di Sancio. Regia Roberto Bonaventura.

9 aprile – Libera i miei nemici. Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Rocco Carbone. Con Domenico Cucinotta, Renata Falcone, Maria Pia Rizzo. Produzione Teatro dei Naviganti. Regia Basilio Musolino.

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