Sibel per le donne memorabili e semprevive

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Premio ” Sibel” : è il fratello del  Nobel già noto a tutti. I  suoi simboli:    una targa in vetro trasparente accompagnata da una pianta di ulivo, come suggerisce  Nazim Hikmet negli ultimi  versi della poesia “Alla vita”.

  “La vita non è uno scherzo. . Prendila sul serio\\ ma sul serio a tal punto\\che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi\\ non perché restino ai tuoi figli\\ ma perché non crederai alla morte\\ pur temendola,\\ e la vita peserà di più sulla bilancia”.   Sibel è un omaggio alle donne. E’ giovane:  è nato  il 7 marzo 2012 .  “Si” perché propositivo, originale , positivo: è il  riconoscimento  del valore  di una donna  coraggiosa e che non fa   rumore. Partiamo dall’inizio : tante donne straordinarie ,   che hanno contribuito al bene del mondo, che hanno agito  spinte da un’idea morale , nobile e generosa , che hanno messo  a disposizione il loro talento per aiutare il prossimo, spesso vengono  dimenticate, spesso neanche conosciute, sono quelle di cui non si parla qualche volta neanche  nell’attimo in cui fanno qualcosa. Allora ecco  un nuovo premio , pensato per loro: “si…bel” , per dare loro visibilità, e per dimostrare che il bene deve essere “visibile e tangibile e imitabile” come dichiara Maria Andaloro, madre del premio e ideatrice di memorabili campagne per le donne,  instancabile promotrice di battaglie culturali che da Rometta, nel messinese, conquistano tutto il Paese.  Maria lo ha consegnato ad Alcamo  a Franca Viola, la siciliana che alla fine degli anni ’60 rifiutò di sposare il mafioso che aveva abusato di lei, rifiutando il matrimonio riparatore.  Poi ad Antonietta Curcio, l’albergatrice di Rimini che, ogni anno, quando le temperature diventano più rigide, apre le porte del suo hotel ai senzatetto, alle ragazze madri e alle famiglie indigenti. Infine il Sibel   è stato consegnato a Lucia Iraci, nata a Canicattì e trasferitasi a quindici anni a Parigi dove, dopo essere diventata un’affermata parrucchiera nel mondo della moda,   ha aperto un salone per prendersi cura   di donne sole, maltrattate, disagiate, emarginate.

Trovo emozionanti l’idea e l’iniziativa di Maria Andaloro.  Sono un ragazzo di 17 anni e parlare di donne, delle donne che fanno la differenza ,  mi mette un po’ in difficoltà,  è un compito tanto bello quanto complesso. Le donne sono diverse da noi uomini: hanno una forza interiore incredibile, dotata di inesauribile pazienza, di infinita dolcezza, di  amore eterno e di  sogni anche difficili ma che sanno realizzare. Le donne sono  concrete,  coraggiose, combattono  senza fine per portare avanti gli ideali in cui credono, sanno essere insieme  lavoratrici, madri,   mogli. Le donne sanno essere contemporaneamente,  senza mai stancarsi, tante persone, sollevare tanti mondi. Qualcuno dice che la loro intelligenza è multipla e che saranno loro a cambiare il mondo.  Io ci credo e penso che le donne per caratteristiche e nobiltà siano di gran lunga superiori a noi uomini. In una donna riconosco la forza morale e la gioia trainante di mia madre, la voglia di farci crescere forti , sani e responsabili della mia prof. di italiano, la consapevolezza di aver vissuto tanto  e di avere seminato bene  di mia nonna .

Il mio Sibel va quindi a tutte loro, rappresentanti delle donne del mondo.   

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