Il sogno Europeo

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The European Dream, il sogno Europeo, qual’è l’Europa ideale? Perché credere nell’Europa? Ma sopratutto, cos’è il sogno Europeo e quali sono le differenze con il Sogno Americano?

A tutte queste domande risponde già in gran parte la storia, una storia che parla di popoli diversi che in diversi secoli hanno creato la cultura che oggi diamo per “ordinaria”, popoli diversi per etnia, per abitudini, per clima, ma racchiusi in un “lembo” di terra relativamente piccolo, popoli che per diversi secoli hanno lottato, si son fatti la guerra (dai vichinghi contro i Romani sino alle due guerre mondiali) ma che in realtà, inconsciamente, hanno lavorato nei secoli in un unica direzione: quella dello sviluppo tecnico, tecnologico e politico

L’Europa è patria di diversi ed importantissimi filoni di pensiero, l’Europa è patria di grandi opere d’arte e tecnologiche, tutte cose queste portate avanti contemporaneamente da diversi soggetti siti in diverse parti d’Europa, che non sapevano nulla l’uno dell’altro ma che si muovevano verso la medesima soluzione, verso la medesima idea, ed a ben guardare casi di questo tipo non sono poi così rari, anzi, nella storia sono presenti più e più volte.

Proprio dalla consapevolezza dell’efficacia della Cooperazione, della comunione e della similitudine dei diversi popoli Europei, fu postulato, nell’ultimo post-guerra, il concetto di sogno Europeo.

Il Sogno Europeo parte dalla consapevolezza che, nonostante le similitudini, vi siano delle evidenti differenze, differenze dettate dalla cultura, dalle abitudini, e da un differente sviluppo della società che ad un certo punto ha iniziato ad essere sempre più marcato, ma che codeste differenze siano perlopiù di metodo che di intento ed in tal senso si mira dunque a valorizzare le differenze interpretandole più come caratteristiche che valorizzano ogni territorio e popolazione

Il Sogno Europeo parte dalla certezza che uniti si è più forti e si è maggiormente in grado di affrontare le sfide del mondo globalizzato, mantenendo ed incrementando i ritmi di sviluppo tecnico e sociale

Il Sogno Europeo si basa sul fondamento della complementarietà del know-how sia sulla piccola che sulla grande scala, come in un puzzle, ogni caratteristica di ogni paese (e di ogni cittadino) completa un aspetto degli altri paesi, un cittadino Europeo sarà dunque un cittadino formato su tutti gli aspetti sia sul piano umano quanto professionale, ed avrà dunque una mentalità maggiormente incentrata allo sviluppo ed alla crescita serena

Il Sogno Europeo si basa sulla libertà di crescita e di movimento, e tal fondamento garantisce una pace duratura e serena, accompagnando in tal senso il soddisfacimento più ampio possibile di bisogni

Il Sogno Europeo si basa sul combattere un Europa a due velocità, aiutando le aree più deboli tramite la redistribuzione della ricchezza e relativo sviluppo, permettendo così all’intera Europa di potersi muovere in maniera sinergica, unica ed unitaria.

In breve, questi i 5 punti su cui si basa il Sogno Europeo, almeno secondo me! Le differenze con il Sogno Americano sono abbastanza palesi, il Sogno Americano è più uno slogan di vita che un vero e proprio principio valoriale di un intera popolazione (come quello Europeo, ad esempio), esso si basa sul postulato che attraverso il duro lavoro, il coraggio e la determinazione sia possibile raggiungere un migliore tenore di vita e la prosperità economica, una visione -se vogliamo- ben più ridotta rispetto al sogno Europeo partorito del secondo dopoguerra.

I problemi del Sogno Europeo sono, tuttavia, tanti, o meglio ad opinione del cronista, le “criticità” attuali del Sogno Europeo sono principalmente ricollocabili alla difficoltà dello stesso di raggiungere i diversi strati popolari, a raggiungere ogni cittadino Europeo, mancando di fatti una vera e propria educazione all’Europa, un “difetto” necessario all’interno di una fase ancora “iniziale” nella costruzione e realizzazione di un Sogno che forse è stato quanto di più avveniristico sia stato concepito all’interno del nostro continente

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Inizia il suo percorso da attivista all'età di 12 anni ed inizia contemporaneamente l'operato politico di rappresentanza all'interno delle aule scolastiche accompagnando la passione per il montaggio di Video e creazione di filmati. In ambito studentesco viene eletto nel 2016 VicePresidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Messina, durante lo stesso mandato viene nominato all’interno del progetto del MIUR “Partecip@rte” all’interno del quale è lui a proporre e mettere in piedi il portale “Consulti@moci, durante il medesimo mandato inoltre è membro dell'organo di Garanzia del ITIS Verona-Trento. Scrive, assieme a Costanza Pizzo, la Proposta di Regolamento Regionale sulla Scuola-Lavoro presentata in Assessorato Regionale. Fonda nel Maggio 2017 "Fare Per Cambiare -Libera Associazione Giovanile-". Dal Novembre 2017 all'Aprile 2018 è stato Responsabile del Coordinamento di UIL Giovani Messina. Diplomato in Informatica e studente alla Facoltà di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali dell’Università di Messina, dal 26 Maggio 2018 è Coordinatore Amministrativo all'interno di una ONLUS della provincia di Messina Contattami a: amangano@ilcarrettinonews.it

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