Spiaggia del Ringo fra spazzatura e malaffare

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Non servono le parole a descrivere la devastazione generata sullo splendido tratto di spiaggia messinese denominata “ringo”.

Le immagini parlano chiaramente, e se è vero che da sei anni l’amministrazione comunale non ha fatto richiesta di regolamentazione delle spiagge, mediante la presentazione del P.U.D.M (piano di utilizzo spiagge), seppur annunciato attraverso la Gazzetta del Sud nel Luglio 2013 si vanifica con i se e i forse di qualche giorno fa dateci dal preposto assessore.

Le barche continuano a essere padrone di un braccio di spiaggia altrimenti fruibile dai bagnanti, e neanche a quelle oramai in disuso da anni viene intimata la rimozione, anzi, vengono comodamente usate quali contenitori di spazzatura.

I pescatori e proprietari delle barche sono i veri unici padroni-dittatori del sito, loro sono le barche come anche i verricelli fissi e abusivi, e la maggioranza di questi propietari è anche evasore dell’imposta sulla posa dei suddetti verricelli.

Fanno da ottima cornice orrende “barracchette” in legno con copertura in plastica ad uso di ombraio per i lavori da pescatore, come la preparazione dei “conzi” fili da pesca con moltissimi ami, tanti forse troppi stando ai regolamenti.

Altro corollario sono le auto parcheggiate abusivamente e qualcuna addirittura senza contrassegno assicurativo, mentre il marciapiede, da poco ristrutturato, va in malora nell’incuria generale

La chicca è sicuramente lo scolo di acque fognarie a cielo aperto e i non meglio definiti lavori che vengono realizzati all’interno della cavità fognaria

A tutto questo manca l’interesse di chi in primo battuta dovrebbe vigilare, come ad esempio i nostri solerti consiglieri di quartiere

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