Sport È Integrazione

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Lo sport come mezzo. Lo sport come strumento per incentivare l’integrazione. Arma contro il pregiudizio e ogni forma di chiusura sociale.

Questo lo spirito con cui si è svolta la seconda edizione del torneo di calcio a squadre “Sport È Integrazione”, appuntamento su immigrazione, integrazione, sport e accoglienza promosso dal Consorzio Sol.Co, Rete di cooperative sociali che dal 1994 opera in Sicilia. L’evento, svoltosi giorno 30 dicembre a Palermo, si inserisce all’interno del lungo elenco di attività di Sol.Co., tanto diverse quanto accomunate da un comune intento: offrire servizi a favore delle persone svantaggiate. Il tutto guidato da forti valori di solidarietà, integrazione, promozione e garanzia della qualità del lavoro sociale.

Una giornata intensa di Sport, quello autentico. Quello che lega e abbatte ogni barriera, che ha mosso una manifestazione alla quale hanno partecipato  oltre 100 migranti ospitati in tutta la Sicilia dalle cooperative socie della Rete Sol.Co.

“Il nostro compito – dichiara Francesco Passantino Presidente della Rete Sol.Co – é andare oltre l’accoglienza dei migranti e costruire percorsi veri d’inclusione; con la giornata di oggi ricordiamo la necessità di abbattere ogni tipo di barriera razziale e culturale perché il fenomeno migratorio è un fatto stabile e la nostra società ha ormai tanti colori, come quelli delle maglie che i nostri “sportivi” hanno indossato in campo”. Sul campo così come nella vita quindi, lo Sport si fa metafora di un’inclusione che si presenta non più come un’utopia, ma come una necessità. Un’esigenza che punta alla presa di coscienza di una realtà ‘a colori’.

 

Il Sottosegretario di Stato Davide Faraone, appena nominato al Ministero della Salute, ha premiato tutti i partecipanti del torneo che ha visto salire sul gradino più alto del podio la squadra dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) di Palermo. “È stato un piacere per me premiare i campioni del torneo tra gli ospiti degli Sprar siciliani e non solo perché è sempre piacevole celebrare il sano sport, ma perché lo diventa ancora di più quando una competizione sportiva può essere occasione di inclusione, superamento di barriere culturali, modo di arginare un disagio sociale facendo “squadra” senza discriminazioni o esclusioni di qualsiasi tipo. – ha dichiarato il Sottosegretario al termine dell’evento – Chi arriva nel nostro Paese dopo viaggi della speranza, chi è ospite degli Sprar e custodisce dentro di sé traumi e sogni, un passato da cui sfuggire e un futuro di speranze, grazie a iniziative meritorie come queste può avere l’occasione di sentirsi parte di un tutto. Può sentirsi persona, senza etichette derivanti dalla provenienza geografica o dal colore della pelle, così come dovrebbe essere naturalmente. Ben vengano eventi come quello organizzato dalla Rete Sol.co. Dimostrano che l’inclusione è affare semplice, basta avere la mente libera da muri ideologici e voglia di tendere la mano agli altri per procedere insieme.”

Un messaggio chiaro, genuino e al contempo portatore di prospettive tanto complesse quanto semplici nella loro realizzazione. Un messaggio che parte da quella Sicilia che accoglie e protegge, quella Sicilia che si propone come esempio di civiltà, integrazione e solidarietà. La terra del primo approdo, troppo spesso terra della tragedia. Suolo che molti non arrivano a calpestare con i propri piedi. Ma per quelli che ci arrivano, è la nuova madre che permette ai propri figli adottivi di ricominciare, di compiere i primi passi della loro nuova vita. Quella Sicilia che permette loro di giocare di nuovo, senza differenze, senza chiusure.

Senza colori, se non quello della squadra.

GS Trischitta

 

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