Storie di madri, giudici e malagiustizia

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Guardare una trasmissione e vedere la ricostruzione di un fatto non costa molto, in effetti è a portata di mano…

Basta stare comodamente attaccati ad una televisione in tarda serata, avere un po’ di tempo a disposizione ed è fatta…

Abbastanza vicino ma sempre lontano… abbastanza lontano per non sapere e non sentire dentro tutto quel dolore che si dovrebbe .poter anche solo provare a sentire…

Un’altra cosa è incrociare gli occhi della sig.ra Manca e sentire il suo calore, il suo amore e purtroppo anche i suoi J’accuse!.…un’altra cosa e abbracciare un padre…vedere un fratello senza più nessuno di loro con una vita apparentemente normale…

Ma quale sarà stata mai la loro colpa? Da chi o cosa dovranno mai difendersi …vi chiederete…

Se vi raccontassero la loro storia un po’ più da vicino il cuore, sicuramente vi direbbero che quella è una madre siciliana, della prov di Messina e che era un’insegnante oggi in pensione sposata con un insegnante anche lui e che oggi dovrebbero starsene a riposo…ed in pace…

Ma che la pace non se la ricordano più ve lo dovrebbero anche spiegare ma soprattutto si dovrebbe iniziare a svelare i misteri di una Sicilia da dove dicono parta il male e di una nazione intera che vuole scherzare… Tutto ben descritto ne L’ enigma siciliano di Attilio Manca.. o l’altro libro Le vene violate…

Se vi raccontassero una storia fatta di persone vere, voi forse immaginereste Angela come tutte le mamme del Sud, una donna di carattere, forse anche ossessionata da quel “cosa mangi?” così tipico delle nostre mamme sicule…e magari iniziereste a volerle anche un bel po’di bene….

Angela è una donna colta, discreta, sempre elegante ma è soprattutto un’insegnante preoccupata sin da subito di far mangiare libri ai suoi due figli… Fa tutto quello che si deve fare per essere una brava educatrice, madre e moglie senza risparmiarsi … senza sbagliare…senza però capire che non era normale…

Attilio era il primogenito, poi c è Luca…. fratello minore esemplare innamorato della verità, che come un personaggio surreale di un dramma pirandelliano sarà conosciuto soprattutto per questo…

Insieme, Attilio e Luca crescono leggendo, studiando, giocando…amando anche un cane…e quella vita fatta di amore, sacrificio e passione potrebbe sembrare sempre normale ma alla fine anche lei sembra surreale…

Una coppia unita di brave persone, genitori attenti al bene dei propri figli…ed allora dove stava il male vi chiederete?..

Il male era l’ essere normale e non sapere che non era normale..…

La famiglia Manca era stata al nord per un periodo giusto il tempo delle graduatorie per poi rientrare a casa dopo anni…Normale…

Era di Barcellona Pozzo di Gotto e lì rientrano ma la cittadina non è mai stata molto normale solo che loro non lo sapevano…pensavano a fare tutto ciò che c’ era da fare da persone per bene.

Come la stragrande maggioranza dei siciliani, senza perder tempo a sparlare troppo come si fa tanto in paese, si pensava a lavorare, dedicare tempo ad educare i propri figli e quelli degli altri..che crescono forti, sani, sensibili e pure belli….

Ed anche questo forse per loro è stato il male…

La storia che vi hanno raccontato l’altro ieri in televisione dopo otto anni che non ne sapevate molto o nulla era del loro primo figlio e non vi hanno detto che Attilio non era normale…

Perché? Perché anche essere primi da persone per bene era il male..

Lui che, con il massimo di passione e amore, era lì a primeggiare sempre in modo del tutto naturale, anche con 110 e lode, anche nella specialistica così come nel portare una tecnica di chirurgia mini-invasiva per via laparoscopica in Italia…allora quasi del tutto sconosciuta ai grandi chirurghi del nostro paese..lui l aveva portata dalla Francia all’ Italia poco più che trentenne…non era normale..

Lui che voleva vivere non di una vita solo normale ma di una vita degna di un bravo chirurgo siciliano rinomato …

Appunto vivere …e non vestire mai i panni di un qualsiasi dramma normale come suicida che, in pieno alla sua brillante carriera, si sarebbe pure drogato e così ammazzato…

Lui che amava tutto.. piante, mare, sole, amici…ma soprattutto scrivere …e scrive sempre Attilio, scrive lettere a chiunque… anche al suo professore, ed a sua madre… ma fogli a casa sua non ce n erano quando l hanno trovato morto riverso sul letto in una pozza di sangue.… non er anormale…

Mancavano parole…tante parole …quelle che ora non potremo udire…ma che sentiremo sempre nel nostro cuore e chissà…anche in un tribunale…la speranza è l’ultima a morire…

Attilio,come un pò a tutti succede quando si deve andar via da casa per lavorare, era sempre più innamorato della sua Terra…a volte aveva nostalgia, ma volendo vivere sereno lavorando con diritti e senza raccomandazioni varie preferiva Viterbo e così, amici, colleghi, professori a casa sua…come fa un vero siciliano di solito fuori casa a cucinare di qua e di là…una volta la norma, poi la pasta al forno….tutto apparentemente e solo normale..

E la sua famiglia ad aspettare di poter andarlo a trovare nel suo bilocale….

E le madri siciliane si sa, approfittano di ogni occasione per strigliare con amore tutta una casa per bene come solo loro sanno fare…così fece a Natale ….normale Come ci dicono sia normale che da dicembre a febbraio la casa rimanesse pulitissima…quasi senza più una vita che però c era e c’era stata in quei mesi,…ma l’immagine che ci fanno passare è quella di una casa così pulita che non ci saranno impronte, come se anche quelle future a quel Natale potessero svanire…tranne una …sola un’impronta…e allora?

Niente…niente di sospetto.. è normale! E’ la Procura che lo dice…

Allora torniamo alla trasmissione…che ci fanno vedere a “Chi l ha visto?”in televisione..

Attilio è morto! Ci sono delle foto che la famiglia si decide con dolore a farci vedere, è costretta a farci vedere in quella trasmissione quel dolore un po’ meno irreale, surreale…..un dolore normale..

Le foto di Attilio trovato morto in quel modo fanno male e possono in qualche modo ledere il decoro di quel professionista eccellente e giovane così per bene, siciliano ….ma accusarlo di ciò che conviene per far smettere di indagare non si può sopportare…

Le foto sono impressionanti, ci sono segni di lividi…tanti lividi…segni alle mani., ai piedi…un telecomando sotto l avambraccio.. e del sangue…

Non è più niente normale…

Come sempre un’immagine vale più di mille parole ma la Procura di Viterbo dirà dopo solo un giorno che è tutto normale e bisogna smettere di indagare… possibilmente anche di parlare.…

Forse le foto non sono piaciute e neanche le parole…perché non erano più normali…

Cosa è successo?…Be perché ve lo chiedete? Non è successo niente! Niente …E’ tutto così assolutamente normale…

Per la Procura in questione si tratta di un semplice e normale suicidio per overdose…

Ed allora non ci rimane che continuare a guardare al televisore la storia di chi più ci conviene dimenticando chi vorrebbe sapere la verità di questo tremendo male?  No…non ci conviene..

Noi crediamo sia giusto ed importante sapere…potrebbe essere uno di noi a trovarsi in una situazione del genere …forse, un giorno e senza sapere il perchè…lo dobbiamo sapere…

Se come noi non vi rassegnate e state cercando una spiegazione, ebbene dovete fare i conti con chi doveva dare una risposta normale perchè incaricata alle indagini da ben 8 anni ma che oggi ci dice che si è trattato di un semplicissimo caso senza prove e cose varie e voi  forse ci dovrete pure credere e ci crederete… Crederete che due siringhe preparate non si sa come abbiamo messo a tacere…chissà cosa… Come crederete dunque che la colpa è forse stata delle persone per bene…

Che colpa è questa? …Non si sa..

Credere a ciò che conviene senza scavare non fa poi tanto male…è normale…ma forse non è poi tanto normale…

Ma non si può scordare che nel febbraio 2004 qualcuno chiama la madre di un giovane professionista dicendo che il loro figliolo era morto …non si capisce di cosa prima di aneurisma celebrale, poi dicono di non doverlo assolutamente vedere perché è caduto sul telecomando della sua camera d a letto e si è sfigurato il volto (!), poi infine dicono che è un suicidio poco normale ma tutto sommato normale…cos a c è di normale?

Poi ancora dicono che questo loro figlio che operava tutti i giorni si drogava però non aveva altri buchi che quelli… cioè che è normale che un bel giorno si fece da solo due buchi iniettandosi 2 dosi letali di un mix che non si sa dove abbia preso, e che si dimentichi della sua mano sinistra che faceva tutto…ebbene sì, un mancino sul polso sinistro la fa finita in un appartamento svuotato, e ripulito, con il setto nasale deviato e tanti lividi..Normale..

Se la colpa della famiglia Manca era quella di non capire e di essere persone per bene , bè questa colpa chissà quante persone ce l hanno … E’ una colpa che ci appartiene…Quindi nostra è la colpa..

Ci abituano così bene a non sapere che in effetti non ci possiamo neanche lamentare, ribellare… Cerchiamo di capire da una trasmissione ma poi fa male sentire e toccare…vedere e cercare…

Se questa storia vi è entrata dentro, ha attraversato le pareti del vostro sospettare, del vostro cuore, per quella madre siciliana, non lasciate scivolare via nel buio questo dolore…perché è un buio fatto di tante parole che bisogna continuare a cercare… nel silenzio eloquente che potrebbe farvi davvero male in una vita apparentemente del tutto normale….

Chi sa cercare cerchi e faccia sentire anche e solo la voce che può accendere un lume che serve ad illuminare l affronto del male….

E chi sa deve adesso parlare perché la pura e semplice ricerca di una verità che in un paese normale è un dovere che oggi diventa essenziale perchè la Procura di Viterbo chiude un caso senza voler capire quello che i cittadini vorrebbero e dovrebbero sapere…

Noi forse non facciamo abbastanza e ci dispiace e glielo vogliamo anche dire di non disperare… che la giustizia qui da noi fa davvero male…ma loro si sono abituati a non disperare…siamo noi, forse, quelli che a volte, sentiamo tanto il peso di una vita così normale… Ma Attilio non era normale… Attilio Manca era speciale…

Maria Cristina Saija Grilli dello stretto

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1 commento

  1. Sono un reduce della prima guerra mondiale.
    Anzi ve la racconto io una storia di malagiustizia, pazzesca e incredibile.
    Grazie al giudice del lavoro del tribunale di Teramo Alessandro Verrico, sono un militare accasermato della prima guerra mondiale. Ho inteso una causa contro l’INPS, per il riconoscimento dei contributi figurativi per i periodi di incorporazione nell’esercito italiano.
    Il giudice Alessandro Verrico da ragione all’INPS, e mi condanna a pagare euro 1.650. Il giudice Alessandro Verrico motiva la sentenza con una norma abrogata, non più vigente, inapplicabile. Il giudice Alessandro Verrico cita il regio decreto 1827 del 1935, che distingueva i militari della prima guerra mondiale, tra chi era in zona di guerra , e chi era accasermato, dal 25 maggio 1915 al 1 luglio 1920.
    Secondo la visione assurda del giudice Alessandro Verrico, io non tronandomi in zona di guerra, 25 maggio 1915 al 1 luglio 1920, non ho diritto ai contributi figurativi, anzi per il giudice Alessandro Verrico io ero un militare accasermato, e questi militari non avevano diritto alla contribuzione figurativa, quelli in zona di guerra si.
    Ma il giudice Alessandro Verrico non ne azzecca una, innanzitutto il giudice Alessandro Verrico deve ancora imparare che non si motivano sentenze con norme abrogate, poi come puo il giudice Alessandro Verrico considerarmi un militare accasermato della prima guerra mondiale, se io sono nato il 22 settembre 1962 molti anni dopo la prima guerra mondiale?
    Come puo includermi con questi militari in servizio dal 25 maggio 1915 al 1 luglio 1920, tanto da non aver diritto ai contributi figurativi?
    Come si permette il giudice Alessandro Verrico, in nome del popolo italiano a emettere sentenze irreali , prive di fondamento giuridico?
    Questo giudice emette sentenze senza conoscere il significato delle sue sentenze.
    Giornali locali e nazionali hanno descritto la mia vicenda una beffa.
    Diversamente da lavoratori che con i loro stipendi fanno fatica ad arrivare a fine mese, per non parlare di precari e disoccupati, il super stipendiato giudice del lavoro, Alessandro Verrico, approfitta della sua posizione per beffare i cittadini, come nel mio caso. Questo giudice si vergogni.

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