Strade aperte alle donne a Catania: partendo dalla scuola

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25 Novembre e 8 marzo: due giornate simboliche  segnano l’iter della proposta di modifica del regolamento toponomastico di Catania. Il Consiglio comunale di Catania, all’unanimità ha   ha approvato la modifica del Regolamento toponomastica che la “impegna”  a rispettare criteri paritari nelle intitolazioni dei  luoghi pubblici,   perché il diritto alla memoria sia egualmente riconosciuto a donne ed uomini, per una democrazia paritaria nel rispetto della differenza di genere.   Ho portato a scuola la notizia. Esultano i miei e le mie studenti: è anche loro il merito di questo  traguardo, è merito della scuola di Toponomastica femminile che, da anni, nella nostra città e nel nostro Paese, conduce percorsi di studio e ricerca sulle storie delle donne dimenticate, chiede intitolazioni, racconta la sua percezione di cittadinanza  “dispari”  ed il suo desiderio  di democrazia paritaria attraverso la scrittura, il disegno, la cinematografia, la toponomastica cittadina.   L’amministrazione catanese, dopo percorsi tortuosi e sofferti,  dà ora alle nostre e ai nostri giovani ascolto e  l’atteso segnale di sensibilità ed illuminata intelligenza politica.  È un atto di grande valore simbolico,  un riconoscimento necessario , “un atto dovuto”  non solo a noi donne, ma a tutti gli esseri umani .  Così, attraverso il raggiungimento di un traguardo che resta un punto da cui ripartire, sentiamo chiaramente che  la scuola  che educa alla cittadinanza cambia  la città ed innesca movimenti verso la reale democrazia delle pari opportunità.

Il gruppo Toponomastica femminile, con i suoi ottomila membri, ha dimostrato che in Italia, come in Francia o in Germania – e Catania non fa eccezione-  solo il 4%delle strade è intitolato alle donne, e in quel povero 4% la massima parte di donne è costituita da sante,  madonne e regine. E le altre, tutte le altre donne che, attraverso il loro lavoro e l’impegno, dentro e fuori le mura domestiche, spesso  nel silenzio prepotente della sottocultura patriarcale,  hanno costruito, insieme agli uomini, questo nostro mondo?      Recuperiamone la memoria, restituiamo al genere umano la parte di sé che   è stata oscurata, tenuta nel silenzio, dimenticata, condannata all’invisibilità.  

Nella città di Catania, come nelle altre città italiane che hanno aderito all’appello di Toponomastica femminile, istituzionalizzando il diritto alla memoria femminile nelle intitolazioni dei luoghi pubblici, si è compiuto un grande gesto di civiltà che presto produrrà magnifici frutti: primo fra tutti quello di offrire   modelli maschili e femminili, autorevoli, grandi  e di valore, ai nostri figli e alle nostre figlie.  A  quei e a quelle giovani che oggi  a scuola gioiscono per la loro  conquista di cittadinanza pari.

Pina Arena

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