TOUR ALL’IDROGENO

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Pensare alla possibilità concreta di usufruire di un servizio di trasporto pubblico a emissione zero non è più da sognatori. Grazie all’idrogeno è infatti possibile immaginare di percorrere brevi distanze nei termini di un futuro non più lontano, ma prossimo. Anzi, presente.

E’ quanto attualmente avviene a Capo d’Orlando, Messina, dove è possibile partecipare a escursioni a bordo di un minibus che emette vapore acqueo, perché appunto alimentato ad idrogeno. Frutto del lavoro dei ricercatori dell’ITAE-CNR di Messina (Istituto Tecnologie Avanzate per l’Energia – Centro Nazionale per la Ricerca), questo straordinario mezzo di trasporto a 16 posti rappresenta la messa in pratica di un progetto che è riuscito a raggirare le problematiche proprie dei comuni mezzi elettrici. E’ un ibrido, come ci spiegano l’ingegnere Giorgio Dispenza e il chimico industriale dott. Vincenzo Antonucci, coordinatore del gruppo dei sistemi dell’Itae – Cnr. Come ibrido, unisce l’energia elettrica alla tecnologia delle celle a combustibile a idrogeno per garantire la medesima efficienza in termini di prestazione, ma tempi di ricarica pari a quelli di un comune mezzo a combustione e costi notevolmente ridotti. “Come ITAE, abbiamo elaborato un concept per poter rendere questi mezzi subito disponibili sul mercato e dimostrare che il loro impiego è fattibile. Realizziamo veicoli totalmente elettrici ma ibridi. Nelle configurazioni che possiamo andare a produrre, troviamo sia batterie Zebra, di ultima generazione ad alta temperatura, e una cella a combustibile a idrogeno di 5 Kw” ci spiega il dott. Antonucci. Il compito di questa cella a idrogeno è quello di ricaricare le batterie on board. In altre parole, mentre il veicolo è in movimento, si ricarica. Questa idea innovativa consente sia di annullare i tempi di ricarica, sia di eliminare il problema dell’acquisto di una doppia quantità di veicoli necessari. Ad oggi infatti, qualsiasi comune che voglia fornire un sistema di trasporto pubblico elettrico, è costretto ad acquistare il doppio dei mezzi effettivamente disponibili. Per permettere la continuità del servizio infatti, mentre i mezzi esausti sono in carica, i loro doppioni circolano in città. A tal fine si è scelta la tecnologia delle batterie Zebra che, a differenza di quelle al Litio, più potenti ma con resa energetica inferiore, garantiscono una maggiore durata. “A seconda delle emissioni di uso, si sceglie la batteria più opportuna. E’ la base del concetto di ibridizzazione, che non considera la competizione tra fonti di energia, ma le mette insieme. Si ottengono sistemi compositi efficienti che hanno il compito di permettere di ottenere i migliori risultati abbattendo i costi” sottolinea Antonucci.

Il minibus attualmente in uso a Capo d’Orlando rappresenta la messa in pratica di quanto descritto, con l’unica eccezione del tipo di batteria impiegata. Concesso in comodato d’uso gratuito al comune di Capo d’Orlando, viene impiegato per organizzare tour, anch’essi gratuiti, nei paesi limitrofi. Il diritto di priorità per la partecipazione ai tour viene garantito agli anziani. Nello specifico, il minibus non impiega batterie Zebra, ma al Litio, come sottolineato dagli esperti: “avendo una missione d’uso con un’autonomia più ampia, abbiamo utilizzato una cella a combustibile a idrogeno da 20 Kw, quindi più potente, unita a batterie al Litio, perché più efficienti sotto il punto di vista della potenza”. Il mezzo è stato omologato e per guidarlo basta una comune patente D. Gli autisti preposti alla sua conduzione sono stati precedentemente istruiti dai tecnici dell’ ITAE, che ancora attualmente accompagnano i vari conducenti a ogni tour. Ogni viaggio inoltre, viene continuamente monitorato dalla sede dell’ITAE tramite un computer che sfrutta una tecnologia elaborata dallo stesso centro a bassissimo costo. Per ciò che riguarda il rifornimento, a Capo d’Orlando è stato installato un impianto fotovoltaico, fornito di un sistema a batteria di accumulo, che alimenta un elettrolizzatore producendo H2 (idrogeno) rendendo il tutto indipendente dalla rete, non consumando neanche un Kw, risultato sicuramente piacevolissimo per l’amministrazione pubblica.

Il minibus non è l’unico esempio di mezzo a emissione zero alimentato ad idrogeno presente a Messina. Nella sede dell’ITAE, infatti, è attualmente parcheggiato un autobus a idrogeno. Il prototipo al momento è impiegato come laboratorio mobile e ha una funzione prettamente scientifica per la progettazione di autobus a idrogeno di nuova generazione. Non è omologato e, per questo, non può essere concesso al comune. Anch’esso è un ibrido. L’energia viene infatti fornita da batterie Zebra ad alta temperatura (350 gradi) e dalla cella a combustibile presente sul tetto. Quest’ultima funziona come se fosse una batteria, che non necessita di ricarica perché produce energia fin quando c’è idrogeno. Si è usata una struttura nuova ed elettrica su cui sono state effettuate modifiche, ma si potrebbe pensare a un riciclo di strutture destinate alla rottamazione, unendo così all’emissione zero anche la possibilità di dare nuova vita a veicoli il cui smaltimento sarebbe davvero oneroso. 

GS Trischitta

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