Travaglio sulle interconnessioni Stato – mafia

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Lo spettacolo teatrale portato in scena dall’agenzia di produzione Euphonya Management di Dario e Lino Grasso, vedrà protagonista un inarrestabile Marco Travaglio sull’insidioso tema dei legami intessuti tra le istituzioni e i vertici di Cosa Nostra, dal 1992 ad oggi. Le prevendite saranno reperibili sui siti www.ctbox.it e www.ticketone.it.

Approda a Messina il dinamismo tragicomico di Marco Travaglio. Il vicedirettore de “Il fatto Quotidiano” si cimenta in un ruolo – quello dell’attore – che calza già dal 2009 e che lo porta ora, con lo spettacolo “E’ Stato la Mafia” ad indulgere, con il consueto spirito critico, su ipocrisie e insabbiamenti che fecero da sfondo alla trattativa tra corleonesi e uomini di Stato.

Un nuovo traguardo dell’Euphonya Management, l’agenzia di produzione di Lino e Dario Grasso che vide la luce nel 2009 e che nel corso di questi anni ha avuto il pregio di portare a Messina eccellenze musicali del calibro di Edoardo Bennato e Francesco Baccini, valorizzandone lo status di città artistica e di spettacolo.

Sarà, dunque, Travaglio a rappresentare la prossima tappa, calcando le scene del Teatro Vittorio Emanuele il 6 maggio, mettendo a nudo le contraddizioni delle campagne stampa negazioniste aizzatesi all’indomani delle intercettazioni telefoniche tra l’ex ministro Mancino, il presidente Napolitano e il suo consigliere D’Ambrosio, tacciato di aver adoperato la propria influenza per arginare gli eventuali scabrosi risvolti delle indagini svolte dalla procura di Palermo.

Un cameo critico su uno scorcio di storia della Repubblica di difficile interpretazione che porta alla luce inganni e accordi stretti sotto banco tra istituzioni e Cosa Nostra a far data dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio. Un laboratorio d’osservazione che prenderà a prestito la fluidità del linguaggio e della rappresentazione teatrale per dar voce al dissenso verso gli anelli marci e corrotti della complessa intelaiatura politica che guidò le sorti della nazione dagli anni ’90 fin quasi ai giorni d’oggi.

A far da contrappunto a Travaglio nel corso di questa digressione politico sociale, l’attrice Valentina Lodovini. Un duo di voci costruito dalla regia di Stefania De Santis, al quale faranno da sfondo le interpretazioni della musicista Valentina Corvino.

A dare poi la prospettiva di una “politica buona”, capace di rinnovarsi e sorgere dalle ceneri dei propri errori facendone tesoro, i testi – datati ma ancora attualissimi nella pregnanza dei valori in essi acclarati – di Pier Paolo Pasolini, Giorgio Gaber, Piero Calamandrei, Ennio Flaiano e pesino di Sandro Pertini, l’indimenticato presidente della Repubblica che face della fede nella democrazia e della lealtà verso la nazione, gli intramontabili valori artefici della sua consegna alla storia d’Italia. La morale di un discernimento lucido ma non fine a se stesso, che riconosce il valore della lotto ideologica e la supremazia della stessa sulla pericolosità di un’inerzia facile a rasentare il definitivo intorpidimento delle coscienze.

(Sara Faraci)

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