Tutti hanno diritto a cure qualificate e gratuite?

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Il principio fondamentale che sta alla base del pensiero anarchico si fonda su un ideale di libertà estrema che precluda qualsiasi forma di governo “Il governo sull’uomo da parte dell’uomo è la schiavitù”, “Chiunque mi metta le mani addosso per governarmi è un usurpatore ed un tiranno: io lo proclamo mio nemico” –( Pierre-Joseph Proudhon) .

Queste parole del principale filosofo del pensiero Anarchico si basano sull’idea che a livello sociale, individui e collettività scelgano per relazionarsi fra loro un insieme di rapporti non-autoritari. In questi termini una società anarchica è una società che vuole basarsi sul libero accordo, sulla solidarietà, sulle libere associazioni, sulle unioni, sul rispetto per la singola individualità che non volesse farne parte, secondo il principio che le decisioni valgono solo per chi le accetta.

In una società anarchica si rifiutano quindi leggi, comandi, imposizioni, principi fondati sul volere della maggioranza, rappresentanze, discriminazioni,guerre come metodo per risolvere contrasti, realizzando la gestione ed il superamento dei conflitti attraverso chiarimenti ed accordi tra i diretti interessati.

Se questo è il concetto d’Anarchia ampiamente riconosciuto e condiviso dalla maggioranza del pensiero occidentale, cosa c’è di più anarchico del motto di Emergency:  TUTTI  HANNO DIRITTO A CURE QUALIFICATE E GRATUITE?

Emergency, però, è anche un’utopia. Cioè un progetto o la sua realizzazione (prevista o attuale), quando, sia il progetto che la realizzazione, si propongano come idealisticamente desiderabili e dotati di “valore”. Può anche indicare una meta intesa come puramente ideale e non effettivamente raggiungibile e in questa accezione, può avere sia il connotato di punto di riferimento su cui orientare azioni praticabili, sia quello di mera illusione e di falso ideale. Ed invero è utopistico aver programmato e realizzato Ospedali in  IraqRepubblica CentroafricanaSri LankaCambogia]AfghanistanSierra Leone, Sudan senza fondi governativi o senza i soldi della case farmaceutiche che usano quelle zone di guerra per le loro sperimentazioni sugli uomini. Come è utopistico pensare di gestire tali ospedali con semplici volontari per provvedere a curare i feriti di guerra e per emergenze chirurgiche, centri per la riabilitazione fisica e sociale delle vittime di mine antiuomo e altri traumi di guerra, gestire un centro per la maternità, posti di primo soccorso per il trattamento immediato dei feriti, centri sanitari per l’assistenza medica di base. O riuscire a creare un centro di alta specializzazione cardiochirurgia ( Centro Salam in Sudan) capace di fornire assistenza specializzata a pazienti affetti da malformazioni e patologie cardiache del del Sudan e dei ben  9 paesi confinanti.

 

Scusate, ma io come Oscar Wilde, vorrei vivere in un paese chiamato Utopia che avesse come programma e modello quello di Emergency “ Una carta del mondo che non contiene il Paese dell’Utopia non è degna nemmeno di uno sguardo, perché non contempla il solo Paese al quale l’Umanità approda di continuo. E quando vi getta l’àncora, la vedetta scorge un Paese migliore e l’Umanità di nuovo fa vela. » (Oscar Wilde).

E l’Utopia continua oltre che nella realizzazione degli ospedali anche nel programma e nelle idee alla base degli interventi umanitari all’estero, tanto è che l’attività di Emergency in Italia è finalizzata alla creazione e diffusione di una cultura di pace, solidarietà e diritti umani. Questo lavoro è possibile grazie all’impegno sul territorio italiano di circa 200 gruppi (nel 2008) con un numero di circa 4000 volontari; ogni gruppo territoriale promuove nella propria zona incontri rivolti a sensibilizzare ed informare l’opinione pubblica sui temi della pace e della solidarietà: interventi nelle scuole di ogni ordine e grado, presenza con banchetti informativi e di raccolta fondi a mostre, concerti, spettacoli, partecipazione ad incontri e dibattiti con la propria testimonianza..

 

A questi volontari, al personale di Emergency, al suo fondatore, Gino Strada, e tutti i simpatizzanti e alle migliaia di migliaia di malati e feriti curati, a tutti coloro che ancora riescono a sperare in una umanità ideale e più nobile e alta si deve riconoscere un SORRISO « Solo a coloro che possiedono, con innocenza, il sorriso è dato di evocare l’utopia. » (S.Moravia).

 

Passando ai dati e all’impegno vediamo che Emergency dalla sua fondazione ha preso parte a molte campagne di sensibilizzazione a livello nazionale:

– Nel 1994 Emergency partecipa al bando delle mine anti-uomo promosso dal Trattato di Ottawa;

  • – nel 2001 Emergency propone l’iniziativa Uno straccio di pace, contro la guerra in Afghanistan;
  • – nel 2002 Emergency promuove l’iniziativa Fuori l’Italia dalla guerra, una raccolta di firme online contro la guerra in Iraq;
  • – nel 2003 Emergency aderisce all’iniziativa Fermiamo la guerra, firmiamo la pace, una raccolta di firme per proporre una legge per l’attuazione dell’art.
  • 11 della Costituzione Italiana (che ripudia la guerra). La legge è stata portata nel parlamento italiano e, dopo una breve discussione, è stata bocciata;
  • – nel 2008 Emergency elabora il “Manifesto per una medicina basata sui diritti umani”: il documento è stato sottoscritto da alcuni paesi africani (Sierra 
  • LeoneSudanRepubblica Centrafricana), che riconoscono la necessità di una sanità equa, di qualità e improntata alla responsabilità sociale.
  • – nel 2009 Emergency promuove la campagna Io non ti denuncio in difesa del diritto all’accesso alle cure per chiunque, in dissenso ad una proposta di
  • legge depennante la norma che non permette al medico di denunciare un immigrato senza documenti bisognoso di assistenza medica in una struttura
  • pubblica.

Con lo stesso impegno è intento in numerosi paesi: 13 paesi dal 1994 ad oggi.

  • 7 centri medici :Anabah, Kabul, Lashkar-gah (Afghanistan), Battambang (Cambogia), Sulaimaniya, Erbil (Iraq), Goderich (Sierra Leone)
  • 1 centro cardio-chirurgia a Karthoum (Sudan)
  • 3 centri pediatrici :Goderich (Sierra Leone), Karthoum (Sudan), Bangui (Rep.Centrafricana)
  • 1 centro di riabilitazione e produzione protesi a Sulaimaniya (Iraq)
  • 1 centro maternità ad Anabah (Afghanistan)
  • 55 FAP (First Aid Post) re-integrazione sociale di vittime di guerra laboratorio di tappeti per vedove (Anabah), formazione professionale (Sulaimaniya) assistenza ai prigionieri (Afghanistan)
  • 1 poliambulatorio a Palermo (Italia) per assistere gli immigrati interventi una tantum in altri paesi Ruanda (1994), Serbia (1999), Eritrea (2000), Algeria
  • (2003), Angola (2003), Palestina (2004), Sri-Lanka (2005)
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