“Ultimo giorno” di Tomasello torna a Messina

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La coproduzione tra Teatro di Messina e Stabile del Friuli Venezia Giulia, mette in scena la tragedia contemporanea dei kamizake. Regia di Antonio Calenda, interpreti Maurizio Marchetti, Maria Serrao, Angelo Campolo e Orazio Corsaro

Torna per tre giorni nella Sala Laudamo, dove è nato nella scorsa stagione, “Ultimo giorno”, il dramma scritto da Dario Tomasello, coprodotto dall’Ente Teatro di Messina insieme con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, diretto da Antonio Calenda e interpretato da Maurizio Marchetti, Maria Serrao e Angelo Campolo, con Orazio Corsaro musicista in scena. Lo spettacolo, dopo il successo raccolto a Trieste e a Cagliari, viene riproposto il 9 marzo alle ore 21, il 10 e l’11 alle ore 10,30 (riservato alle scuole) e alle 17,30. In tutto cinque repliche. La tournée riprenderà nella prossima stagione.

“Ho immaginato che tutta la vicenda si svolgesse in un cupo crepuscolo (forse una metafora dell’occidente?) e che proprio ciò che riconosciamo, inopportunamente, come estraneo dovesse testimoniare in modo gentile una parola di speranza in mezzo alle macerie crescenti”. Così Dario Tomasello ha introdotto il suo testo, che tra kamikaze e fondamentalismo islamico, racconta una tragedia del nostro tempo. “’Ultimo giorno’ – ha spiegato ancora l’autore messinese – racconta, nel cuore della nostra Europa, il ménage apparentemente sereno di un professore curdo alle soglie della pensione, Mustafa Yrmez, e della sua giovane moglie, Amina. In realtà, al fondo di una routine abitudinaria e stanca preme la tragedia del figlio diciottenne Ahmet, lasciatosi esplodere come kamikaze su una nave da crociera. Il misterioso studente fuoricorso, Angelo Finale, presentatosi come avventore apparentemente innocuo e curioso, proprio nel giorno dell’anniversario dell’attentato alle Twin Towers di New York, è davvero solo un’ambigua presenza di passaggio? Oppure rischia di trascinare nella follia più delirante una tranquilla giornata settembrina? ‘Ultimo giorno’ è un apologo sulla fine e sulla paura, la vera ‘forma d’arte del nostro tempo’, la misura dello stato d’assedio che abita i nostri giorni, lasciandoci la consolazione fatale che il pericolo sia sempre esterno, ‘altro’ da noi”.

Un argomento così contemporaneo ha attirato subito Antonio Calenda, uno dei maggiori registi italiani, che ama lavorare su testi attuali. “Negli autori giovani – dice il regista – c’è una sorta di carica metaforica fortissima e anche ‘Ultimo giorno’ risponde a questa vocazione. Il giovane, si sa, vuole risolvere tutti i problemi del mondo. Ma il testo di Tomasello non si ferma qui: questo dolore incarnato, direi uno spasimo, porta a un’intuizione felicissima. In una condizione così vasta di dolore contemporaneo, vi è il tema forte della diversità etnica ancora prima che ideologica”.

Nel ruolo del protagonista, il professor Yrmez, c’è il direttore artistico per la prosa del Teatro di Messina, Maurizio Marchetti: “La vicenda della nascita e costruzione del progetto ‘Ultimo giorno’ – ha detto – è, a mio parere, emblematica per come dovrebbe essere gestita, da parte dei teatri pubblici, la drammaturgia italiana. Mi incuriosì, parliamo del gennaio 2008, l’interesse suscitato dalla lettura del testo di Dario Tomasello da parte di un importante autore-attore, noto per la sua severità di giudizio. Su mia richiesta, quindi, Dario mi diede da leggere ‘Ultimo giorno’: testo di alta drammaturgia, di grande attualità, originalità, umanità, universalità. Questo mio giudizio è stato condiviso da tanti uomini di teatro con cui ci siamo confrontati, per poi trovare l’entusiasmo decisivo di Tonino Calenda”.

La scenografia, che dilata la dimensione metaforica e assolutamente non naturalistica voluta dalla regia, è di Pierpaolo Bisleri; i costumi di Francesca Cannavò. Assistente alla regia Antonella Familiari.

 

SALA LAUDAMO

9 marzo ore 21, 10 e 11 marzo ore 10,30 e 17,30

Prezzi: 10 euro, ridotti 7 euro

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