Ultimo sbarco

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Non vi era il piccolo straniero non accompagnato che sotto il peso dello zaino scendeva insicuro le scale della nave container a far commuovere i Messinesi, non vi è stata neanche quella ressa di curiosi che di solito accompagna i superstiti raccolti dalle navi dell’operazione Mare Nostrum che sbarcano a Messina, porto e posto di prima accoglienza per un flusso sempre maggiore di migranti, famiglie e richiedenti asilo. Ma soprattutto quella che è mancata nell’ultimo sbarco del 30 ottobre a Messina è stata l’amministrazione Comunale.

Scesi dalla portacontainer, Ocean Destiny, alle 8,30 di mattina i 228 migranti specialmente Siriani, con diversi minori non accompagnati, non hanno più trovato ad attenderli, aiutare, assistere e sostenere, Clelia Marano, la mediatrice culturale ed esperta del Sindaco Renato Accorinti, né l’Assessore alla Protezione Civile Filippo Cucinotta impegnato in un incontro istituzionale ad Augusta. Figure queste che nelle decine di sbarchi che da tempo ormai hanno interessato la nostra città non sono mai mancate e per questo hanno permesso di affermare e confermare che il Comune di Messina nel suo piccolo era stato sempre presente.

Ma forse quello che lascia più perplessi è l’assenza delle assistenti sociali del Comune di Messina, dell’Assessore alle Politiche Sociali Antonino Mantineo e del Dirigente al ramo Giovanni Bruno, e non basta dire che è solo un problema di competenze tra istituzioni, o tra il Prefetto e il Sindaco. Non basta affermare “abbiamo fatto tutto il possibile o non vi sono fondi per provvedere”.

Queste sono giustificazioni e parole che il “pensiero Accorintiano” che associamo alla scesa in campo di Renato Accorinti, la politica Accorintiana della difesa dei più deboli e di quelli che sono in basso, non può ammettere. Essere stati assenti significa o che è cambiata la politica Accorintiana, o che interessi altri e diversi, se non proprio economici, nella gestione degli sbarchi e del flusso di migranti extracomunitari, incominciano a prevale su quello squisitamente umanitario. Un interesse umanitario che, come ha dimostrato la Mediatrice Culturale, spesso può essere soddisfatto anche con la semplice presenza e un sorriso.

Solo a Messina, una città sanguigna e testarda, la tutela dei minori stranieri non accompagnati, invece di vedere una convergenza di sforzi ed intenti per risolvere il problema, ha prodotto una spaccatura all’interno dell’Amministrazione Comunale. Una spaccatura che per la Giunta Accorinti è squisitamente politica o infarcita d’interessi personali e per la maggioranza dell’opinione pubblica, dei social network e degli opinionisti è di merito e contenuto.   

Nasce da queste considerazioni il grazie generalizzato tributato dalla Città, in privato e pubblicamente, a Clelia Marano, la mediatrice culturale ed esperta del Sindaco Renato Accorinti, oggetto in questi giorni di un attacco burocratico-amministrativo. Un comunicato stampa che senza aver il coraggio di fare il suo nome e cognome, la individua e indica senza tema di smentita come colei che è capace “di strumentalizzare i minori e i migranti per ragioni politiche o per ambizioni personali”.

Il Comunicato, firmato dall’Assessore alla politiche sociali del Comune di Messina Antonino Mantineo, era intervenuto a difesa del Dipartimento dei Servizi Sociali di Messina e del suo Dirigente Giovanni Bruno. Strutture comunali a cui la legge attribuirebbe la competenza dell’idonea sistemazione dei migranti e in particolare modo il compito di evitare la promiscuità tra i minori stranieri non accompagnati e adulti, tema questo che ha dato il via ad una lotta di competenze tra la Prefettura e il Comune di Messina.

Lotta finalizzata a evitare di essere indicati come gli unici responsabili delle pessime condizioni igienico-sanitarie in cui si trovano allocati gli stranieri migranti, le famiglie, gli adulti e i minori non accompagnati. Costretti a vivere nelle tende del PalaNebiolo, centro di prima accoglienza dei numerosi sbarchi che interessano sempre più frequentemente la città di Messina, in attesa di essere trasferiti in seguito nei predisposti SPRAR.

Colpevole di aver denunciato, e non era la prima volta, il lassismo del Comune di Messina nel non saper risolvere il problema dei 100 minori stranieri non accompagnati che ancora oggi sono ospitati nella “tendopoli” del PalaNebiolo. Di aver denunciato l’incapacità dell’amministrazione comunale nel non comprendere che dietro il termine di promiscuità tra minori stranieri non accompagnati (cioè senza genitori o parenti, magari morti durante la traversata) e adulti si possono nascondere violenza, schiavitù sessuale, giro di prostituzione e quant’altro, essendo queste le considerazioni alla base della legislazione che vieta espressamente la promiscuità tra minori e adulti. La Marano ha dovuto subire anche l’attacco di quello che è sempre stato il suo eroe, il Sindaco Renato Accorinti, che avrebbe detto la seguente frase: il ruolo di un esperto non è quello di rilasciare interviste e fare dichiarazioni, perché gli esperti non hanno un ruolo politico.

Eppure prima di questa frase i rapporti potevano essere ancora ricuciti ed è lo stesso Renato Accorinti che intervistato in merito alla vicenda dichiarava. “Io con Clelia mi sono già sentito e cerco di ricucire perché per me tutti sono indispensabili e faccio di tutto perché tutti possano dare il loro apporto”.

Ma quell’ultima frase del comunicato, l’Assessore Mantineo la poteva evitare oppure no ?

“Ma abbiamo il controllo totale del Mondo? Prima ancora che qualcuno parli già lo bloccano…nel linguaggio bisognerebbe essere più sereni. Da sempre cerco di non fare cose contro le persone ma solo sui contenuti. Se sul contenuto c’è qualcosa da ridire può essere anche mia madre… Io voglio avere rapporti umani e chiari con tutti, poi però possiamo decidere anche due cose diverse. Non siamo degni di stare in ruoli educativi o in ruoli istituzionali se abbiamo un preconcetto o un pregiudizio… non possiamo andare avanti è sbagliato. Tenteremo di ricucire perché voglio rapporti umani più sereni e perché c’è molto da fare ed il lavoro non si ferma mai”.

Evidentemente le cose non si sono chiarite e dopo questa intervista il Sindaco di Messina ha incominciato a sventolare a destra e a manca una Circolare del Ministero dell’Interno del 25 di Luglio c.a. che con riferimento  all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati radicava in capo al Prefetto stesso il compito di evitare la promiscuità. Circolare che il Comune trasmetteva formalmente alla Prefettura e che ha creato le premesse della decisione del Prefetto Trotta d’adibire i locali della Fondazione IPAB Conservatori Riuniti Scandurra di via S. Sebastiano di Messina, una volta ultimati i previsti lavori di adeguamento, a centro d’accoglienza dei minori non accompagnati. Una immobile quello della Fondazione che essendo nella disponibilità di un Ente Regionale poteva essere individuato anche prima.

Quello che lascia perplessi in tutta questa storia è il ritardo con cui la Prefettura è intervenuta essendo la circolare del 25 Luglio e cioè quando nella tendopoli del PalaNebiolo vi erano già una settantina di minori. Come lascia perplessi l’idea che debba essere stata una “mediatrice culturale” ha fare un putiferio tale da richiamare le Istituzioni alle loro responsabilità, a costringere Comune e Prefettura a trovare una soluzione che avesse al centro la tutela dei minori. Se questo si chiama fare politica o cercare la canonizzazione come la Marano è stata accusata di fare, allora viva la politica anche se penso che per la canonizzazione ci sia ancora tempo.

Pietro Giunta                

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