Un gioco letale

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“L’eccitamente che un giocatore d’azzardo prova quando fa una scommessa è pari alla somma che potrebbe vincere moltiplicata per le probabilità di vincere “  Blaise Pascal

Ultimamente il numero di giocatori  è aumentato ; non ditemi che non avete notato un incremento di negozi adibiti alle scommesse e di bar che al loro interno hanno  le famosissime slot machine, le vere mangiasoldi.

Non bisogna demonizzare chi di tanto in tanto tenta la fortuna grattando di qua e puntando di la, il gioco fa parte della quotidianità di ognuno di noi ma quando diventa un rituale fisso, come il caffè o meglio ancora come il cicchetto di prima mattina diventa un problema, un serissimo problema che  influenza l’intera esistenza di chi cade in questo circolo vizioso . Non esiste un profilo sociale del giocatore patologico come non esiste un profilo sociale del tossicodipendente e non esiste neanche un gioco particolare al quale è imputabile l’inizio di questa dipendenza. Al pari della droga l’atto di scommettere o di tentare la fortuna  porta con sé un’emozione fortissima e l’attesa della vincita diventa la speranza per la soluzione rapida ai problemi economici ; il giocatore però è spinto dalla perdita e non dalla vincita infatti fintanto che avrà denaro lo spenderà per giocare. Il Dott. Allone psichiatra, coordinatore del Centro Camelot ,attraverso la propria esperienza con chi è affetto da questa dipendenza ha individuato come il denaro rappresenti la soluzione a qualsiasi problema: salute, amore, psichico; i soldi sono un efficace medicinale ai mali della vita. La nostra società d’altronde non fa del gioco un tabù  anzi persino il Monopolio di Sato sponsorizza, positivamente, le vincite e la possibilità  di cambiare vita: “turista per sempre”, “ il miliardario”, “win for life” e potrei continuare con i meno famosi. La fortuna  come si sa, però, è bendata ed è qui che il giocatore patologico viene fuori, infatti il gioco viene considerato una sorta di investimento : più denaro spendo più la le probabilità di vincita aumentano, è noto in ogni caso che basta anche un euro per vincere.  Il problema  sta nel controllo degli impulsi  e  in quel brivido adrenalinico che chi gioca prova.  I casi di pensionati che sperperano l’intera pensione in questo modo stanno aumentano sempre di più , la fascia di età si estesa e non riguarda solo i giovani o i lavoratori anzi spesso chi viene travolto nella spirale del gioco è proprio chi non possiede un contratto di lavoro sicuro o chi proprio non lavora;  è da sottolineare come spesso accanto ai vari  PUNTI SNAI e simili spuntino come funghi negozi entro i quali è possibile vendere oro e oggetti preziosi, un moderno banco dei pegni dove i moderni disperati ripongono le speranze di  un cambiamento radicale.  Problemi collegati al gioco d’azzardo sono l’usura e la microcriminalità, spesso i ragazzi per pagare debiti o giocare al poker on line cominciano a spacciare, a rubare in casa o peggio.

Secondo il Dott. Allone “il  dilagare del fenomeno è strettamente legato ai giochi e alla diffusioni di essi.  Dal pensionato che passa le proprie vuote giornate al bingo al lavoratore che insieme al caffè prende la schedina  o il gratta e vinci il comportamento si cronicizza, i nostri circuiti neuronali , in particolare i neuroni specchio, individuano comportamenti che  vengono immediatamente emulati”. Le terapie che  aiutano i giocatori patologici sono di tipo individuale e di gruppo e spesso a queste terapie che trovano nel  dialogo il loro principio vengono abbinate delle cure farmacologiche antidepressive che aumentano il livello di serotonina che frena l’impulso del gioco. La serotonina è un neurotrasmettitore monoaminico sintetizzato  nei neuroni serotoninergici nel sistema nervoso centrale e principalmente si occupa della regolazione dell’umore, intervenendo con delle cure adeguate il sentimento di vuoto o di mancanza di autostima, che spesso provocano l’impulso al gioco,  è regolato. L’emozione che ne ricevono, come detto prima, è simile a quella che prova l’alcolista bevendo  e che lo spinge a bere anche se è cosciente del fatto che tale comportamento sia sbagliato.

È una modalità di espressione del disagio pisichico,  spiega il Dott. Allone, anzi per meglio dire è l’espressione moderna del disagio psichico. Nel corso degli anni, infatti, i disagi legati alle mente sono cambiati, l’isteria femminile non è uguale a quella dei primi dell’800; “ il gioco patologico è simile alla problematicità dell’anoressia e della bulimia. I giocatori devono riempire un vuoto, devono avere un  rituale che li faccia sentire vivi. La nostra società è detta del consumismo, non siamo più umani ma consumatori che non si accontentano mai di quello che hanno e cercano sempre un modo per avere di più,di sentirsi più gratificati.

“ Un uomo deve fare almeno una scommessa la giorno altrimenti potrebbe andare in giro fortunato e non saperlo mai”  Jim Jones

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