Un giornalista che gli usciva di tutto dalla vucca

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Il processo riprende

 

In aula il testimone Angelo Siino

 

Siino inizia a parlare la difesa lo ferma

Tocca al pm Gaetano Paci interrogare il pentito Angelo Siino. La storia di Siino. “I rapporti con Cosa nostra si sono sviluppati nella seconda metà anni ’80 su richiesta di Totò Riina mi occupavo di appalti in provincia di Palermo e poi in sede regionale, mi occupavo degli appalti indetti in Sicilia…Appalti anche di interesse nazionale. Io non appartenevo alla mafia ma ero vicino mi avevano cooptato giocavo con l’equivoco con alcuni che pensavano fossi un mafioso….Conobbi gli odierni imputati a loro non sono stato presentato ritualmente….Virga l’ho conosciuto in occasione di un preciso invito da parte sua quando chiese alla famiglia di San Giuseppe Jato di essere a lui presentato…A Vito Mazzara fui presentato al campo di tiro a volo di Palermo….C’erano sguardi di intesa con Mazzara niente di formale o di preciso battutine per intendersi….Io non ero inserito formalmente in Cosa nostra ma posso dire che ne facevo parte per dimestichezza con l’ambiente, per famiglia, accompagnavo un mio zio a degli incontri, accompagnavo persone cui andavo solitamente in giro come Giovanni Brusca, mio zio era il capo della famiglia mafiosa di San Cipiriello, lui si chiamava Salvatore Celeste….Riina non voleva che facessi parte di Cosa nostra per non compromettermi, sennò diceva Riina non possiamo più utilizzarlo, anche mio zio non voleva perchè non voleva che le mie buoni condizioni finanziarie potessero suscitare attenzioni…io volevo entrare in famiglia….mio zio mi sconsigliava….mio zio mi diceva che mi sarei creato obblighi morali che mi avrebbero rovinato…La difesa interviene…chiede la sospesa dell’interrogatorio e il rinvio perchè, osserva l’avv. Vito Galluffo, le domande poste non trovano rispondenza negli atti depositati…..Galluffo chiede acquisizione di tutti i verbali che riguardano Siino anche relativamente all’esame della rilevanza delle dichiarazioni di Siino…

Virga voleva uccidere Giuseppe Maurici

A Trapani conoscevo Virga e imprenditori dell’ambito Confindustriale come Sciacca e Bulgarella…Virga mi chiese se io ero amico del barone Giuseppe Maurici con il quale avevo in comune l’hobby delle corse…Virga mi disse che doveva ammazzare Maurici perchè aveva acquisito una impresa senza permesso mafioso…Io avvisai il Maurici per dirgli il pericolo che stava correndo e Maurici non si occupò più di questa impresa…

 

U muraturi che parlava col ministero di Giustizia

“Non c’erano riunioni della provincia di Trapani in cui non venivo invitato”. “Virga mi disse che voleva uccidere Maurici alla prima occasione in cui ci incontravamo, nonostante noi due non ci conoscevamo lui subito mi disse di questa intenzione poteva farlo solo se lui sapeva chi ero io in realtà…l’episodio risale alla seconda metà degli anni ’80, tra il 19877 e il 1988, l’incontro avvenne in un locale di Partinico che aveva un nome arabo…..Io parlo di Vincenzo Virga…..Siino ricorda i rapporti con il boss mafioso di Mazara Francesco Messina detto Ciccio Messina u muraturi….lui aveva grandi agganci al ministero di Grazia e Giustizia….Ho conosciuto GiovanBattista Agate fratello di Mariano Agate…..

 

Il pane dei bambini

“Ho conosciuto un certo Saverio che era vicino a Ciccio Messina Denaro…Ciccio Messina Denaro l’ho conosciuto prima di Virga…Riina mi mise a disposizione della famiglia mafiosa di Trapani per interessarmi di appalti e far fare alla cosca guadagni illeciti….Siino spiega inoltre cosa era la “messa a posto”, la chiedevamo agli imprenditori e anche ai politici e lì si è fregato Riina, quando ha chiesto soldi ai politici era come se andava a chiedere il “pane ai bambini”….Chiedemmo soldi ad un onorevole di Castelvetrano, onorevole socialista Leone, Enzo Leone

Siino garantiva tutti

La messa a posto era di solito il 3 per cento del valore dell’appalto controllato….i politici gestivano e dovevano anche loro pagare alla mafia…..i politici non erano sempre gloi stessi….Siino ricorda come trattava con gli imprenditori….erano contenti con me perchè io garantivo loro sotto tanti profili, la messa a posto, pagando non c’erano obblighi di forniture, in un primo tempo mi occupavo di chi doveva prendersi l’appalto, le cose cominciarono a complicarsi quando personaggi di Cosa nostra che facevano vaccari, agricoltori, si intromettevano su chi doveva prendersi i lavori anche lavori di grande imp’ortanza come il depuratore di Trapani…c’erano determinate cose che venivano stabilite in maniera vessatoria anche nei confronti dei politici certi mafiosi si sentivano i padroni….io cercavo di militare queste pretese…Bulgarella chi è chiede il pm. E’ Bulgarella Giuseppe, Bulgarella era una persona molto estrosa a dire poco, personaggio allegrone e conduceva la sua impresa e la televisione che aveva Rtc, non aveva timori di sorta nè problemi, accomodante, facciamo tutto, l’ho conosciuto nell’ambito della buona società trapanese, lui aveva una barca, anche io, ci incontravamo a mare, e aveva un bel seguito di personaggi interessanti, ho avuto modo di conoscerlo bene, figlio di un vecchio imprenditore amico di mio padre, avevo avuto modo di vedere che era un imprenditore inserito, conoscenza specifiche tra i politici locali nella zona del Belice in particolare….Bulgarella mi disse che aveva avuto problemi con un soggetto di Gibellina un certo Fuinaro che gli aveva distrutto impianto di calcestruzzi …….Messina Denaro Francesco mi disse che Bulgarella non era affidabile …………… nell’88 prendemmo un lavoro

insieme forse nel 1989….

 

Un giornalista che gli usciva di tutto dalla vucca

Messina Denaro diceva che era sbirro perchè lui a Rtc aveva un giornalista era uno terribile che gli scappava di tutto dalla bocca…questo giornalista era ….era….quello che poi fu ucciso….non lo ricordo…..ah Mauro Rostagno…

 

Soldi alla mafia e alla politica…Bulgarella era uno sbirro fimminaro

Con Bulgarella prendemmo appalto per l’area artigianale di Castelvetrano….Siino continua: “Francesco Messina Denaro mi diede il permesso di prendere quei lavori, il permesso mafioso, il permesso politico lo avevamo avuto dall’on. Leone che era sindaco….Per questo appalto io e Bulgarella pagammo il 2 per cento alla mafia, il 5 per cento ai politici…A proposito dell’attentato subito da Bulgarella a Gibellina mi interessai per cercare di avere una certa pax meno si agitava il territorio meno si agitavano i carabinieri e mi rivolsi a Francesco Messina Denaro per non avere più attentati..gli attentati cessarono….consigliai a Bulgarella di pagare…..Non c’erano rapporti diretti tra Bulgarella e Messina Denaro, Messina Denaro diceva che Bulgarella era uno sbirro, poi era uno che aveva rapporti con “fimmini” e Messina Denaro mi diceva perchè io ci andavo appresso….

Rostagno un cornuto

Messina Denaro mi faceva gossip su Puccio Bulgarella a me on interessava e tagliavo corto…Messina Denaro mi disse “ave a uno che ci fa un giornalista si tu lo senti parlare t’arrizzano li carni”…è un cornuto…al povero Rostagno lo faceva diventare una pezza nterra…ipotizzava rapporti dentro la tv tra Rostagno e non so chi…parlava a mezze parole perchè io ero infastidito

Puccio vedi quello che devi fare

Messina Denaro per conquistare la mia attenzione contro Rostagno mi disse che questo dalla tv parlava degli appalti, lo faceva per farmi intervenire in questa situazione e io intervenni. Parlai con Puccio Bulgarella e gli dissi se lui voleva mettermi nei guai, vedi che devi fare…una prima volta lo scopo fu raggiunto ma poi subito dopo si scatenò di nuovo Rostagno

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