Un passo indietro lungo vent’anni

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Qualcuno dice che si sia trattato di un attentato mafioso, qualcun altro sostiene che la Sacra Corona Unita non c’entri niente, altri pensano che sia stato un attentato terroristico, e altri ancora affermano che una strage del genere avremmo dovuto aspettarcela da un momento all’altro. In realtà non credo affatto che potremo sapere presto quale sia la vera motivazione dell’attentato di ieri. Sempre che di motivazione si possa parlare. Una ragazza di sedici anni morta, una compagna in fin di vita alla quale hanno dovuto asportare un polmone, molti altri con gravi ustioni e tutti, senza fare eccezioni, dilaniati dal dolore. Un dolore profondo per la città di Brindisi che, ieri, ha vissuto la paura di un attento nel cuore della vita cittadina: una scuola.

Una scuola. Come si fa a piazzare una bomba davanti una scuola con l’intento preciso di colpire degli innocenti? Innocenti non è esattamente la parola corretta, meglio dire dei ragazzini innocenti, colpevoli solo di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato.
La mafia, la vecchia mafia, non l’avrebbe fatto. Anche quella era fatta di PDM, i famosi “pezzi di m***a nominati da Pino Maniaci, ma aveva un codice d’onore, aveva delle regole precise che andavano rispettate, nessuno si sarebbe macchiato di un simile reato. Adesso la mafia, per come la conoscevamo un tempo, non esiste più, si è trasformata. Adesso la mafia è subdola, non si riconosce, indossa una bella cravatta o un bel vestito che la fa apparire sotto un’altra luce. Un’altra luce che però nasconde sempre lo stesso orrore, anzi, nasconde un orrore peggiore. L’orrore di un paese corrotto, di una politica corrotta, l’orrore di sentirsi soli di fronte a continue ingiustizie che nessuno combatte.

È questa l’Italia oggi: un parlamento in cui i deputati non si recano, dei partiti in cui nessuno crede più e dei politici, senza distinzione alcuna di colore, corrotti o indagati per qualche reato.  
E l’Italia sono anche quei giornalisti, o presunti tali, che costruiscono interi servizi parlando della vita degli innocenti morti, entrando nel loro profilo Facebook, invadendone la loro privacy e cercando di attirare maggior audience con un pezzo strappalacrime.
L’Italia è anche un papa che si rammarica per i morti, si indigna per la mafia che non si riesce a sconfiggere e prega per le anime di coloro che non ci sono più, ma che non muove un dito per aiutare concretamente chi ne ha bisogno continuando a indossare gioielli che sfamerebbero mezza Africa.
L’Italia è anche un Presidente del Consiglio che esprime il suo cordoglio, afferma la sua vicinanza ai cittadini di Brindisi, e dichiara che combatterà ogni forma di criminalità, ma che non può muoversi da Camp David, luogo in cui si sta svolgendo il G8,  per stare vicino alla sua nazione, perché troppo impegnato a salvare l’Italia da un baratro in cui gli stessi politici ci hanno fatto sprofondare.

Ed è proprio mentre tutti piangono e si rammaricano per le morti di innocenti che avvengono le stragi, gli attentati, gli atti terroristici o mafiosi. Stare ancora a guardare o iniziare a fare qualcosa?

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