Uno spot per la vita

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Si chiama “Fragile Vita” ed è stato girato a Capo d’Orlando lo spot che l’AIFVS, Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, diffonderà a livello nazionale in una campagna preventiva volta a condannare la guida in stato d’ebbrezza, una delle cause principali di incidenti sulle nostre strade. Salvatore Arimatea e Francesco Lama, registi dello spot girato in appena tre giorni e prodotto dalla Nucciarte dello stesso Lama, presenteranno il lavoro a Roma durante il convegno intitolato “Giustizia per le vittime, tra resistenze e cambiamento”, patrocinato non solo da Camera dei Deputati, Senato, Ministero della Giustizia e Ministero della Gioventù ma anche dalla Commissione Europea.

“Era da un po’ di tempo che volevo cimentarmi in uno spot di natura promozionale, non di natura pubblicitaria”, spiega Salvatore Arimatea, regista messinese che ha lavorato con importanti nomi dello spettacolo, tra cui Maria Grazia Cucinotta e Valeria Marini, “ed ho visto che la costruzione di uno spot di questo tipo è estremamente difficile ma allo stesso tempo coinvolgente e interessante. Tu hai pochissimo tempo e lo spettatore non ti concede nulla: devi creare una storia, far conoscere i personaggi e contemporaneamente stupire, shockare lo spettatore in un minuto”. Arimatea continua spiegando come la differenza tra questo genere di spot e la normale pubblicità si evidenzi tanto nella realizzazione quanto nel contenuto, vista la natura sociale del primo e quella commerciale del secondo: “il messaggio lanciato dallo spot promozionale, sociale e totalitario, deve assolutamente colpire lo spettatore”. Non è la prima volta che il regista messinese si muove nel campo del sociale toccando temi importanti nel tentativo di sensibilizzare giovani e società. Già nel 2007, infatti, con il cortometraggio “Buonanotte Fiorellino”, ha rappresentato in 15’ le difficoltà d’inserimento dei disabili in una società chiusa come la nostra, mostrandoci la dignità e il modo di vivere di una categoria di persone spesso “invisibile”. Tre anni dopo un’altra opera a carattere sociale, di diverso tipo e con un diverso obiettivo. “Siamo partiti con l’idea”, continua il regista, “di uno spot senza scopo di lucro e sono riuscito a far partecipare la Endemol Italia. Quando li ho contagiati con il mio entusiasmo hanno deciso di partecipare e far partecipare i ragazzi del Grande Fratello 10”. I protagonisti dell’opera, infatti, sono Veronica Cialdi, George Leonard, Carmela Gualtieri e Carmen Andolina, personaggi creati dalla Endemol e dal famoso reality show, giunto alla decima edizione. “Fare qualcosa di divertente, portarla nel sociale e lavorare con un gruppo di amici penso sia qualcosa di fantastico e non si può avere di più”, conclude Arimatea, parlando della serietà dell’intero staff e dell’entusiasmo mostrato da tutti durante la realizzazione.

Francesco Lama, produttore e regista dello spot insieme ad Arimatea, ci spiega come l’idea sia nata “dalla professoressa Mastrojeni, presidente dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, che dopo aver visto alcuni nostri lavori ci ha contattati e spiegato il progetto. Dopo aver scritto insieme a Salvatore la storia e aver avuto il consenso della professoressa abbiamo subito iniziato a lavorare”. Il produttore, grande amico di Arimatea con cui spesso ha lavorato, continua parlando della professionalità dell’intera troupe, soffermandosi sugli attori protagonisti, i ragazzi del GF 10: “i ragazzi ce l’hanno messa tutta, lavorando con grande entusiasmo e professionalità, soprattutto per liberarsi dei pregiudizi che spesso accompagnano i partecipanti del reality. Ho già lavorato con questi ragazzi e sono dei professionisti veri”. Lama ha continuato spiegando come, aldilà delle spese di realizzazione, l’intero staff, compresi i registi e gli attori, abbia lavorato a titolo completamente gratuito ponendo l’accento sullo scopo sociale e sull’utilità che un progetto del genere può avere a livello nazionale e internazionale. La pubblicità progresso, dopo la presentazione a Roma, sarà sulle tv nazionali anche se “ancora non sappiamo una data precisa, ma dovrebbe passare pochissimo tempo dalla presentazione alla diffusione pubblica”.

“Di solito si dice che sono i ragazzi che bevono, che non capiscono, che causano gli incidenti”, dice Francesca Barbera, facente parte dell’Organizzazione generale e dell’ufficio stampa dello spot ma anche da nove anni all’interno dell’associazione, “però poi, andando a vedere sul territorio, si nota come non siano soltanto i giovani. La mentalità del bere è radicata spesso più nei genitori che nei ragazzi. Quindi come si fa a sradicare qualcosa che nasce dalla base?” La domanda è lecita: come si fa a combattere un problema così grande radicato tanto profondamente nella nostra società? È quello che cerca di fare l’associazione, non solo attraverso il cinema ma con numerose altre attività che sconfinano in ogni campo, come ci racconta Francesca: “ad esempio, tra tutti i grandi eventi e le sfilate di moda abbiamo creato il concorso Miss Security Street, per cercare di avvicinare i ragazzi anche attraverso le sfilate. Sono stati realizzati degli abiti basati sul tema della sfilata, cioè la sicurezza stradale, come gli abiti in bianco e nero che richiamano le strisce pedonali. Spero di  riuscire a indire la terza edizione quest’anno”. Non solo cinema, dunque, ma tante iniziative per sensibilizzare giovani e adulti su uno dei maggiori problemi del nostro paese. Troppo spesso ai telegiornali nazionali si sente parlare della celeberrime “stragi del sabato sera” o di incidenti mortali che coinvolgono non soltanto i passeggeri dell’auto, ubriachi o brilli, ma anche ignari passanti, del tutto inconsapevoli di come la loro vita verrà cambiata o, purtroppo, spezzata improvvisamente dall’incoscienza  di chi, consapevole degli effetti che l’alcol ha sul proprio corpo, decide ugualmente di bere e mettersi alla guida. Lo scopo dello spot e di tutte le iniziative promosse dall’AIFVS è quello di rendere la società più civile e consapevole dei pericoli che si corrono, promuovere controlli maggiori e soprattutto far sviluppare nei giovani una coscienza in grado di regolare l’assunzione di alcol e impedirne l’utilizzo alla guida. Questo corto, presto diffuso tanto a livello nazionale quanto internazionale dalla FEVR, Federazione Europea delle Vittime della Strada, all’assemblea generale che si terrà quest’anno in Italia, ha grandi responsabilità e, si spera, che riesca a raggiungere l’obiettivo per cui è stato creato: risolvere, almeno in parte, un problema gravissimo che ogni giorno miete le sue vittime.

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