Vacanze? Si, ma con parsimonia e una buona dose di altruismo.

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Di Francesco Polizzotti

Si diffondono sempre di più stili di vacanze organizzate attorno all’idea di dedicarsi momenti di crescita personale e di gruppo che sembravano superati dalla ricerca individuale di benessere, connotato esclusivo del classico periodo estivo. Sono ormai trascorsi decenni dall’epoca delle colonie per ragazzi, dove flussi di gioventù dirottati dalle scelte di genitori sensibili allo sviluppo relazionale dei propri figli li mandavano in campeggio. Nei piccoli paesi la colonia era spesso organizzata nella scuola del centro, appositamente adibita per la ricezione diurna della stessa gioventù che aveva visto per mesi seduta nella stessa scuola e sugli stessi banchi. Tempi superati dalla varietà delle offerte estive e dall’innalzamento delle esigenze degli stessi giovani, presi tra trasgressione e cambiamento che l’estate targata terzo millennio ha offerto fino ad oggi.

Complice la crisi economica e forse l’incertezza valoriale degli ultimi anni che gruppi sempre più motivati di giovani scelgono di propria volontà l’esperienza dei grest e del volontariato per ridare significato ad una gioventù in via di redenzione ma più semplicemente per dimostrare solo il valore di se stessi in gruppo, misurando le proprie capacità con le difficoltà del mondo e la necessità anche di guadagnare qualche merito nell’aiuto del prossimo.

 La Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) ha pubblicato i risultati di una ricerca che ritrae per il 2011 un’estate decisamente ridimensionata. Si parte di meno ma si scoprono abitudini nuove che segnano il passo dei tempi tra crisi appunto e risveglio dell’essenziale. Sono i giovani a segnare l’andamento verso un nuovo modo di concepire l’estate. Rivalutati Grest e campus formativi (vedasi quelli proposti dalla Protezione civile o dalla Legambiente) che attirano giovani di tutta Italia. Denominatore comune, la solidarietà.

 Quest’estate a fronte dei 35 milioni di persone, che secondo il Fipe resteranno a casa, sono sempre più diffusi nuovi stili vacanzieri che mettono insieme necessità e risparmio. Meno famiglie potranno godersi l’estate al mare o in montagna –commenta il presidente Fipe, Lino Stoppani – con il ritorno alla cosiddetta monovacanza, dalla durata media di massimo due settimane complessive, così da sfruttare le “economie di scala”, almeno per quanto riguarda il costo del viaggio. Tuttavia, assistiamo ad una rivalutazione dei viaggi organizzati in gruppo con destinazioni fuori dal comune che eludono spiagge o vette a favore di esperienze formative, fine settimana organizzati dalle associazioni laiche e cattoliche. Sono infatti numerosissime le associazioni censiste, tutte non governative, che in Italia si occupano ad esempio di turismo responsabile e di no profit.

E’ proprio di turismo responsabile che i social network si stanno occupando in questi mesi che vedono privilegiare posti come le missioni nel cuore dell’Amazonia o nell’Africa dell’emergenza umanitaria ma anche posti meno eroici ma dove la solidarietà non è mai troppa come a L’Aquila del post terremoto. E’ dalla capitale che, a due anni dal terremoto, arriva un getso di solidarietà per le aree abruzzesi colpite dal sisma. La Fondazione Roma Terzo Settore promuove anche quest’estate un soggiorno estivo rivolto ai ragazzi del territorio aquilano. L’iniziativa oltre a voler garantire una piacevole vacanza a una quarantina di giovanissimi, tra i 9 e i 14 anni, vuole avvicinare questi ultimi all’esplorazione della Carta Europea della Partecipazione dei Giovani alla vita locale e regionale. Il documento, approvato dal Consiglio d’Europa, ha come fine quello di far elaborare proposte concrete che partano dai giovani, per migliorare le proprie condizioni di vita; proposte che possano essere poi presentare alle istituzioni locali e nazionali.

In generale parlare di turismo responsabile significa organizzare viaggi compatibili con l’ambiente che si va a visitare e il cui ricavato serve in buona parte a finanziare attività di aiuto e di crescita personale nei luoghi scelti per il proprio soggiorno solidale.

 Sono tre le categorie del turismo responsabile a cui si rivolgono i giovani più volenterosi: il Turismo responsabile propriamente detto, i Viaggi di conoscenza e il Turismo di scambio. E’ possibile recuperare la liste delle destinazioni cosiddette “solidali” dalla guida “Vacanze contromano”, edita dal mensile di strada “Terre di mezzo”.

 Tornando alla ricerca del Fipe emerge, quindi, una maggiore voglia di dedicarsi a se stessi, con momenti di attenzione a costo zero o quasi. Non solo il tempo dedicato alla tv, ai computers e ai telefonini durante l’anno sarà rivolto in genere agli amici, alle uscite serali, alla lettura e al riposo ma per la prima volta avrà come oggetto la cultura, l’ecologia, lo sport e l’agire solidale. Qualche dato più dettagliato ci arriva da regioni come il Friuli Venezia Giulia, dove la Giunta regionale dal 2009 ha avviato una campagna di sensibilizzazione rivolta ai più giovani per partecipare ad esperienze di solidarietà e cittadinanza attiva. Altre regioni o amministrazioni locali si stanno attivando ugualmente per percorsi analoghi di politiche attive per la gioventù.

In particolare, questa sarà comunque la settimana più intesa negli spostamenti. Oltre 13 milioni di italiani hanno già deciso dove andare lasciando alle agenzie il listino dei pacchetti vacanze magari con posti incantevoli da visitare anche a buon prezzo (visto il calo di richieste connaturato alle tasche degli italiani) ma che l’austerity del momento poco fanno sperare.

Al contrario, si riempiono le piazze delle sagre paesana, delle fiere culturali e degli spostamenti brevi della durata di una sola giornata (con pranzo a sacco o consumazioni leggere).

Un quadro positivo per il vissuto dei più giovani ma certamente in flessione per le strutture ricettive e per i tanti esercizi commerciali che aspettano proprio le ferie estive per massimizzare gli incassi della stagione. Ed intanto torna in auge il modo più antico di viaggiare, quello delle vacanza in autostop o in termini globalizzati in“car pooling”. Obiettivo? Fatevi voi un po’ i conti.

Infine, a quanti avranno cura di portare con se il proprio animale domestico – è buona prassi ritenerlo comunque alla pari di ciascun componente della famiglia – il Ministero del Turismo con il progetto “Welcome Turista a 4 zampe” ha attivato politiche a sostegno degli animali domestici ottenendo che il 60% delle strutture ricettive italiane permettano di soggiornare con i propri amici a quattro zampe con allestimento ad esempio di “Fidopark” o “Bau beach”. Infatti, quasi 2,5 milioni di italiani andranno in vacanza con il proprio animale.

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